Perché le indagini servono in uno Stato di diritto

Matteo Salvini non è stupido e nemmeno ignorante nel senso etimologico del termine. Per questo motivo stupiscono alcuni suoi svarioni giuridici di non poco conto. Il 1 novembre gli è arrivata una busta dalla Procura di Catania, con cui gli si comunica la richiesta di archiviazione per la questione Diciotti. Il ministro dell’Interno era indagato per sequestro di persona, lo ricordiamo. In una diretta Facebook in cui Salvini apre la busta spedita dalla Procura e commenta: «Ma chi ha indagato, cosa a indagato?», per poi chiedersi «Il procuratore di Agrigento, Patronaggio, perché ha indagato? Quanto è costata questa inchiesta?».

La questione della richiesta di archiviazione fa coppia con la promessa elettorale (impossibile) che la Lega fece a proposito di legittima difesa. Nel febbraio scorso, Salvini commenta così la notizia di un gioielliere che spara e uccide un rapinatore nel suo negozio: ««Nell’Italia che governerò la legittima difesa è sempre e comunque legittima difesa» e poi «Bisogna cambiare l’articolo del codice penale che prevede l’eccesso di legittima difesa. Il gioielliere ha fatto esattamente quello doveva fare, ha difeso se stesso. Se fai il rapinatore metti in conto che rischi qualcosa qualcosa, e non deve essere il gioielliere a essere indagato».

Ciò che accomuna i due episodi è abbastanza evidente: in entrambi i casi il ministro dell’Interno fa – in modo più o meno esplicito – la stessa semplificazione utile per arringare le folle ma del tutto insensata sul piano giuridico. Le indagini sono parte fondante di uno Stato di diritto: è assolutamente ovvio, naturale e sano che sia stato indagato il gioielliere di cui sopra e pure Salvini stesso, indipendentemente dalla loro eventuale colpevolezza. Domande retoriche dal sapore minaccioso come «Quanto è costata questa inchiesta?» non hanno alcuna valenza logica, perché da una parte c’è l’obbligo dell’azione penale, e dall’altra le indagini servono per acquisire maggiori dettagli su quanto è o dovrebbe essere avvenuto.

Non vengono indagati solamente i colpevoli, ça va sans dire: va indagato chiunque sia sospettato di aver commesso un reato. È solamente un processo a decidere se, in base alle prove raccolte durante le indagini, il soggetto sia effettivamente colpevole. E tra le indagini e l’aula di tribunale ci sono altri passaggi in cui il procedimento può essere archiviato.

Quindi Salvini ha detto due solenni sciocchezze: 1. Le indagini nei suoi confronti sono necessarie se si pensa che sia stato compiuto un reato e che lui sia in qualche modo coinvolto; 2. le indagini nei casi di legittima difesa sono anch’esse necessarie, anche solo per stabilire l’innocenza e l’effettiva legittimità della difesa di chi spara.
Il ministro dell’Interno ha detto queste sciocchezze credendoci davvero?

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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