Il più piccolo festival di montagna al mondo è in provincia di Cuneo

Si è conclusa domenica 2 dicembre a Valloriate (CN) l’ottava edizione del più piccolo festival di montagna del mondo, ovvero il Nuovi Mondi Festival, che anche quest’anno è riuscito a coinvolgere migliaia di persone, spronandole a raggiungere un paesino di montagna abitato da 80 persone, nonostante l’arrivo dei primi, pungenti, freddi alpini.

Il concorso cinematografico vero e proprio comprendeva 21 pellicole, quasi tutte in prima visione, provenienti da 40 paesi in tutto il mondo, che toccavano i temi più disparati, dall’alpinismo, all’ecologismo, passando per la sostenibilità e la vita in montagna.
Questa, però, era solo una piccola parte del festival, che si componeva di numerosi altri eventi, grazie anche alla presenza, oramai diventata una piacevole abitudine, di ospiti internazionali di livello altissimo.
La prima serata (quella di mercoledì 28 novembre) si apriva infatti con il Workshop «Quindi Maometto abitava al mare» reso speciale dalla presenza di Giobbe Covatta.
Covatta ha proposto poi, davanti alle quasi 400 persone presenti nella struttura denominata Campo Base, il suo spettacolo «6 gradi», una riflessione comico/umoristica sul tema del riscaldamento globale.
Ma non è finita qui, perchè il festival è stato davvero un crescendo di emozioni e belle sorprese, che hanno portato, nella serata di giovedì 29 Vincenzo Nibali a raccontarsi sul palco allestito appositamente al Palasport di Cuneo, struttura più idonea ad accogliere il grande numero di appassionati di ciclismo accorsi alla serata.
Poi il Festival si è nuovamente trasferito in Valle Stura, dove, oltre alla proiezione delle pellicole in concorso, il venerdì ha visto la partecipazione di Nives Meroi e Romano Benet, l’unica coppia al mondo ad aver scalato tutte e quattordici le vette facenti parte del «club degli ottomila».
Il sabato sera, invece, è stata la serata più internazionale dell’intera programmazione, grazie all’entrata in scena di «Spiderman», ovvero Alain Robert, arrivato direttamente da Bali, in Indonesia.
Il coraggiosissimo scalatore francese, autore di imprese straordinarie tra le quali l’ascensione in «free solo» (ovvero senza corde né imbracature o forme di protezione) di alcuni dei più alti grattacieli esistenti sulla terra, tra i quali le Petronas Towers di Kuala Lumpur o il Burj Khalifa di Dubai (840 metri di altezza circa).
Robert, personaggio a dir poco straordinario, si è raccontato al pubblico accorso a Valloriate, senza tralasciare alcun dettaglio, tra arresti, cadute rovinose e successi straordinari, intervistato dall’ ex presidente dei «Ragni di Lecco» Fabio Palma.

La serata è terminata con numerosissime foto di rito e la firma di altrettanti autografi da parte del francese.
Un successo, dunque, questa ottava edizione di un festival creato in montagna e per la montagna da Fabio Gianotti, Silvia Bongiovanni (associazione Kosmoki),ed il comune di Valloriate, che potrebbe insegnare qualcosa a tutti coloro che ritengono oggi che la montagna sia invivibile, brulla, morta.
I ragazzi del Nuovi Mondi hanno ampiamente dimostrati, che, con la forza di volontà, la perseveranza e la giusta dose di coraggio, anche un minuscolo festival nato da 100 euro nel 2010, può aspirare a diventare una delle rassegne più importanti in Italia, nel settore alpinistico/montanaro.

La sfida che propone la vita di montagna, oggi, è essenzialmente questa: cercare di rendere nuovamente attraente ed accogliente ciò che fino a poco tempo fa era sinonimo di difficoltà estrema.
Per saperla raccogliere, però, occorrono menti intelligenti, persone volenterose e grande voglia di rischiare, elementi che purtroppo oggigiorno vengono spesso a mancare nelle amministrazioni dei piccoli comuni montani, abituati oramai da decenni alla logica insensata del «ognuno guardi il proprio orticello».
Questo purtroppo è il grosso problema che affligge da decenni i territori delle alpi cuneesi: una mancanza cronica di coollaborazione e sostegno reciproco, che troppo spesso rendono immobili ed immuni al cambiamento intere porzioni di territorio, le quali finiscono inesorabilmente con lo spopolarsi e l’impoverirsi sempre più.
Se la montagna ed i suoi abitanti vogliono salvarsi, devono seguire l’esempio di chi, come i creatori di questo festival, ha dato tutto ed è stato ricompensato, devono credere di più in se stessi, e soprattutto, devono scrollarsi di dosso l’incompetenza devastante di alcune amministrazioni, che non permette loro di poter sviluppare a pieno le potenzialità enormi di un territorio meraviglioso.

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