Una sonda ai confini del Sistema Solare

Il cielo ha sempre riservato grandi sorprese per l’uomo sin dai tempi di Galileo. L’ultima impresa che ha destato grande stupore è da imputare alla Nasa che è riuscita a «vedere» il corpo celeste più lontano e probabilmente più antico.
Infatti, grazie alla sonda New Horizons, la Nasa è riuscita a scattare delle immagini che ritraggono Ultima Thule, un astro situato ad una distanza di quattro miliardi di miglia dal nostro Sole
Quello che dalle immagini potrebbe sembrare un pupazzo di neve, è in realtà un corpo celeste formato da due sfere che si muovono gravitando l’una sull’altra sino a fondersi.

Tuttavia non era la prima volta che Ultima Tule era stata avvistata, infatti già nel 2014 grazie al telescopio si era potuto osservare il corpo celeste, tuttavia solo martedì primo gennaio è stato possibile reperirne le immagini ad alta risoluzione grazie alla vicinanza con la sonda New Horizons.
In quale modo allora questa scoperta incide sulla collettività?
Per prima cosa è importante sottolineare come mai nessuna sonda era riuscita a viaggiare a distanze così elevate e mai era riuscita a riprendere in dettaglio un corpo celeste sconosciuto così distante, così piccolo e così veloce.

Le immagini, riprese a più di 28 mila chilometri, sono state in grado di raffigurare con estrema definizione un corpo celeste di soli 31 chilometri e, secondo ciò che emerge dalle notizie, sembrerebbe che queste siano solo le prime fotografie di una lunga serie di immagini che arriveranno nei prossimi mesi.
Il fatto più sorprendente è sapere che ancora oggi lo spazio riserva nuovi orizzonti e che, con questi nuovi esperimenti, si avrà la possibilità di potenziare i veicoli spaziali per un nuovo futuro.

Luisa Bizzotto

Studio all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, scienza, musica e sport.

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