Alexa, Google Home e gli altri «dispositivi intelligenti»

Ultimamente, nella piattaforma video più famosa del mondo quale è Youtube, si stanno moltiplicando i video di youtuber che descrivono e danno il loro parere sulle ultime novità tecnologiche. Tra queste, negli ultimi mesi si possono notare decine di video sui «dispositivi intelligenti» per la casa, che stanno iniziando a farsi largo nel mercato italiano.

Pur rientrando nell’insieme dell’«Internet delle cose», non possiamo paragonarli né alla domotica né al futuro non troppo distante del 5G; si può dire però che siano una via di mezzo tra le due, con funzioni più snelle e senza bisogno di particolari infrastrutture. La domotica è insita nella struttura degli edifici, con sistemi di collegamento digitali tra le diverse stanze e tra i diversi elettrodomestici, con funzioni programmate tramite touch screen, comandi vocali e altri metodi avanzati come il controllo da remoto, ma con un’unica regia centrale che gestisce tutte le attività della cosiddetta casa intelligente. Nel prossimo futuro, invece, con la tecnologia 5G si potranno avere le stesse funzioni ma addirittura implementate: nelle abitazioni ogni elettrodomestico potrà interagire con il «cervello centrale» tramite una linea internet senza fili potente che, sulla carta, può migliorare la gestione delle risorse anche e soprattutto nel settore produttivo-aziendale.

Naturalmente queste innovazioni che rendono smart le nostre case, al momento, non sono alla portata di tutti; così si è creato un mercato di apparecchiature più piccole e semplici da usare, che rispondono a comandi vocali. Per far conoscere ai propri follower i nuovi prodotti, la cosa migliore da fare è un confronto: i vari giudizi si sviluppano facendo le domande più disparate ad Alexa di Amazon, Google Home di Google e HomePod di Apple. Più o meno tutti gli autori concordano sul fatto che siano abbastanza interscambiabili, anche se gli apparecchi Apple sono un po’ più di nicchia come da loro tradizione.

Tutti rispondono alle domande più comuni. Si possono domandare le condizioni metereologiche, con risposte puntuali sul meteo in tempo reale e su cosa è previsto per la giornata; si può ordinare di aggiungere un prodotto alla lista della spesa, facendosela ripetere nel momento del bisogno; ancora è possibile chiedere, tramite apposite impostazioni di collegamento con il televisore, di far partire l’episodio che ci interessa della nostra serie preferita su Netflix nonché dare ordine di accendere una certa lampada, sempre dopo aver precedentemente provveduto a impostare questa funzione. In modo simpatico, si può anche chiedere di raccontare una barzelletta e il desiderio verrà esaudito.

Le differenze si giocano sui dettagli: Google Home è in grado di riconoscere, dal tono della voce, la persona che gli sta dando il comando e, vista l’integrazione con google maps, è anche più preciso nel caso avessimo bisogno di sapere se c’è una pizzeria aperta vicino casa. Alexa, invece, è migliorata con gli aggiornamenti degli ultimi mesi, seppur conservando qualche difetto di pronuncia in italiano; dal canto suo, però, se programmata a dovere può consentire di ordinare un prodotto su Amazon semplicemente a voce.

Il grado di efficienza dei prodotti sarà ovviamente proporzionato al prezzo e, quindi, al modello che si decide di comprare. Però, al di là delle funzioni che un dispositivo può avere o meno, è certo che il processo di intelligenza artificiale continua a svilupparsi, migliorando in tempi da record.

Mirco Romanato

Nato a Padova il 15 giugno 1994. Diplomato in ragioneria, attualmente iscritto alla triennale di Ingegneria dell'Energia nella mia città. Sono una persona curiosa in molti i campi, dalle nuove tecnologie, in particolare quelle che riguardano l'ambiente, alla politica, passando per lo sport.

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