Berlusconi «nonno» alle Europee, ma ricordiamoci chi è

Silvio Berlusconi scende in campo. Di nuovo. E lo fa in vista delle Europee, con cui vorrebbe far tornare in vita Forza Italia, ormai sepolta nella tomba dell’irrilevanza politica. Un ritorno dopo la condanna del 2013, dopo la sua ineleggibilità decretata dalla legge Severino e infine dopo la riabilitazione dell’anno scorso. L’ex cavaliere che si rimette in gioco fa obiettivamente sorridere. Lo vediamo portarsi sulle spalle i suoi 82 anni, fare battute di scarsa efficacia (dall’«uccello» da toccare alle tre donne a notte che bastano a sfinirlo) e fare un po’ la figura del nonno della situazione.

Non dobbiamo però dimenticarci che Berlusconi – seppur non in forma smagliante – ha anche un’altra faccia. Ed è quella dei 36 procedimenti giudiziari a suo carico, 31 conclusi e 5 ancora in corso. Stiamo parlando del condannato a 4 anni (3 dei quali «indultati») per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita. Degli altri 30 processi conclusi 8 sono finiti in prescrizione, due abbuonati dall’amnistia e poi ci sono le leggi ad personam che più volte hanno cambiato le fattispecie dei reati così da non farlo figurare colpevole.

Lo ripetiamo: mentre si candida, Berlusconi ha ancora 5 procedimenti sulle spalle. Quello sulle escort (induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria), il processo Ruby ter (corruzione di testimoni del processo Ruby), quello per aver finanziato in modo illecito il Movimento Italiani nel Mondo, uno per aver corrotto i senatori Razzi e Scilipoti per passare da IdV all’allora PdL e un ultimo per concorso nelle stragi del 1992-1993. In quest’ultimo procedimento Berlusconi è indagato insieme a Dell’Utri.

Ovviamente in questi ultimi procedimenti l’ex cavaliere è innocente fino a condanna definitiva, però sono numeri (e accuse) che fanno riflettere. A meno che non crediamo alla sua fantasiosa tesi del complotto delle toghe rosse che però – grazie al cielo – è andato fuori moda.

Quando vediamo un Berlusconi in versione nonno dolce e premuroso, anche se con gli ormoni sempre giovani, dobbiamo ricordarci che ha anche un’altra faccia. Ed è la faccia che abbiamo visto dal 1994 al 2013. Per diciannove anni. A questo punto dovremmo ricordarcela bene.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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