Governo: il M5S governa e scontenta, Salvini sbraita

A quasi 9 mesi dalla nascita del governo Conte, assistiamo ancora a un curioso paradosso: l’ala 5 Stelle è quella che – per ora – ha portato a casa più risultati, mentre Matteo Salvini e per estensione la Lega hanno conquistato le paginate dei giornali. Il M5S, ci piaccia o meno, è riuscito per esempio a far approvare il reddito di cittadinanza e la cosiddetta «spazzacorrotti», mentre l’ex Felpato Verde ha come unico traguardo l’inutile e dannoso dl Sicurezza, di cui obiettivamente è difficile vantarsi.

E, miracolo, mediaticamente ciò che appare è l’esatto opposto. Salvini starebbe fagocitando i pentastellati, sia sul piano dei sondaggi che su quello dei fatti. Bisogna dirlo, il M5S sta facendo tutto per farci credere questo, come quando si mette a discutere sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministero dell’Interno, che invece dovrebbe per vari motivi essere un automatismo. Ma, al di là di questo, tutto il resto è fuffa.

Matteo Salvini, lo diciamo chiaro e tondo, è sempre il solito urlatore seriale, in costante campagna elettorale. Ed è bravissimo. I 5 Stelle – sbagliando – stanno cercando di rincorrerlo nelle urla e nelle promesse. Il risultato lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni: l’apparenza è il contrario della realtà. I gialli portano a casa qualche risultato, mentre i verdi sono quelli che trionfano nei sondaggi e sembrano uccidere gli alleati nel contratto di governo.

Il punto è che essere titolari del potere esecutivo significa sempre scontentare qualcuno. La «spazzacorrotti» scontenta i tantissimi corrotti del nostro Paese, il reddito di cittadinanza scontenta i ricchi che vedono come terrificante lo spettro di una redistribuzione della ricchezza, tanto per fare due esempi. E la Lega che fa? Assolutamente niente. Promette, urla, si lamenta, blocca i migranti sulla Diciotti. E queste sono azioni che non scontentano nessuno. Ecco la chiave del successo di Salvini & Co.

La soluzione? Semplicemente attendere. Come tutti gli altri «uomini della Provvidenza», il ministro dell’Interno prima o poi dovrà scendere a patti con la realtà, cercare di combinare qualcosa. Se non accadrà, o se accadrà troppo tardi, sarà perché questo governo è senza opposizione, come tutti gli esecutivi di Berlusconi, tra l’altro. Il Pd non è pervenuto né il 4 marzo 2018 né nei 9 mesi successivi. Gli unici due argini allo strapotere del governo sono il presidente della Repubblica e, paradossalmente, l’altra ala di governo. I 5 Stelle, tra tante cazzate e altrettante sciocchezze, hanno più volte messo a freno la straripante parlantina di Salvini. E dovrebbe continuare a fare questo, e non seguirlo sulla strada del chiacchiericcio.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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