Lo schermo pieghevole Samsung per ora solo in video: soddisferà le aspettative?

Il mondo della tecnologia, si sa, è in continua evoluzione. Quello degli smartphone, in particolare, progredisce a vista d’occhio: se fino ad ora le migliorie hanno garantito più memoria (quindi più velocità) e fotocamere migliori, la novità di qualche giorno fa potrà rivoluzionare il mondo della telefonia.

Parliamo del nuovo prodotto della Samsung, azienda tecnologica che sta spostando la produzione su prodotti più complessi ma anche, ci sentiamo di dire, di nicchia rispetto a una volta. Il tanto discusso e atteso schermo pieghevole è arrivato e, neanche a dirlo, la presentazione del nuovo Samsung Galaxy Fold di giovedì scorso ha fatto il giro del mondo. Il nuovo articolo si compone di due pezzi collegati, che ripiegati a metà uno sull’altro danno lo schermo classico: a tutti, dopo il primo impatto con l’oggetto, viene in mente uno smartphone che si può trasformare in un tablet (o viceversa). In video-collegamento con la conferenza di presentazione sono state mostrate le sue principali funzioni: forte di un processore di 7 nanometri e dotato di 12 Giga di memoria Ram, si nota che aprendolo, proprio come fosse un libro, lo schermo si sposta sulla «parte interna».

Per fare qualche esempio, si possono così vedere le mappe, gli episodi di Netflix e tutto quello che ci può far comodo dai 7.6 pollici del nuovo schermo, rispetto ai 4.6 di quello verticale di quando, invece, lo teniamo chiuso. Il dispositivo, inoltre, è dotato di ben sei fotocamere: quando è chiuso, si vedono le tre sul retro e una frontale, mentre quando è a schermo largo se ne notano altre due frontali, che stanno quindi nella parte inizialmente interna. Nella larghezza, inoltre, è stato studiato un modo per implementare l’opzione multischermo e avere ben tre finestre, interscambiabili tramite trascinamento, dando quindi la possibilità di operare su più applicazioni.

Proprio sulle applicazioni ci sono le prime perplessità, nel senso che non si sa se il formato di visione, verticale negli smartphone comuni, sarà immediatamente adattabile al nuovo formato. Altre critiche riguardano il fatto di averlo finora mostrato solo in video, senza dare la possibilità di provarlo e la grandezza che, insieme allo spessore, fanno inizialmente storcere un po’ il naso. Sicuramente questo tipo di prodotto è di nicchia, almeno per il momento, anche visto il prezzo: il 26 aprile, giorno dell’uscita ufficiale, sarà disponibile a partire da 1980 euro.

Nell’attesa di vedere come risponderanno le altre case produttive, ieri sono stati resi pubblici i dati del 2018 confrontati al 2017. La crescita totale delle vendite degli smartphone è stata dell’1,2%, quindi non di molto, ma si possono fare delle considerazioni: Samsung e Apple, diventando sempre più specializzate in prodotti molto avanzati e diversificando di più la produzione, hanno ridotto le vendite di oltre il 10%, a favore di Huawei (vendite +37%, passando dal 9.8% al 13% sul totale del mercato) e di Xiaomi (+2.1% la sua quota sul totale del mercato rispetto all’anno precedente). Fra non molto vedremo, in termini economici, se ai marchi più «anziani» converrà continuare a puntare sulla qualità, lasciando la platea maggiore di consumatori a chi produce per vendere in larga scala e a costi minori; l’alternativa, altrimenti, sarà fare qualche passo indietro, rivedendo le politiche societarie.

Mirco Romanato

Nato a Padova il 15 giugno 1994. Diplomato in ragioneria, attualmente iscritto alla triennale di Ingegneria dell'Energia nella mia città. Sono una persona curiosa in molti i campi, dalle nuove tecnologie, in particolare quelle che riguardano l'ambiente, alla politica, passando per lo sport.

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