Ecco come Zingaretti ha vinto le ennesime primarie farsa

Ebbene Nicola Zingaretti vince le primarie del PD, vittoria che pare scontatissima sia per la debolezza degli avversari (Martina non ha una personalità e Giachetti rappresenta il Renzismo quindi il nulla) sia per gli innumerevoli aiuti esterni. Infatti come al solito alle primarie del PD si è pompato uno solo dei tre partecipanti con lo scopo di superare il 50% e allo stesso tempo dare agli elettori una parvenza di democrazia.

Come ha vinto Zingaretti?

1) Il discostarsi leggermente dal Renzismo gli ha dato un vantaggio agli occhi degli elettori delusi dalla gestione Renzi o comunque dagli ultimi risultati elettorali.

2) Tutta la classe dirigente che conta del PD si è spesa per Zingaretti e in pochissimi hanno appoggiato gli altri candidati, lasciando praticamente solo Martina e aiutando ben poco Giachetti.

3) Gli account bot della strategia web del PD, rimpolpata anche in vista per le Europee con 500.000€ provenienti dalle casse del partito si sono spesi solo per Zingaretti e non per gli altri candidati. Qui possiamo vederne una prova esemplare e un po’ comica. 

4) I media hanno incensato e sostenuto Zingaretti mantenendone all’oscuro le innumerevoli ombre: plurindagato per Mafia Capitale, è stato indagato per turbativa d’asta, corruzione e anche sospettato di una testimonianza falsa o reticente, procedimenti ora archiviati. Responsabile della gestione dei rifiuti nel Lazio non ha indicato nuovi siti possibili per lo smaltimento dei rifiuti dopo la chiusura di Malagrotta e Roma ha vissuto una delle sue più grosse emergenze storiche in tema. Sulla sanità secondo il Rapporto Oasi 2018, la Regione Lazio risulta essere la peggiore, con sedici ospedali chiusi negli ultimi otto anni e uno dei record negativi maggiori in tutta Europa.

5) Gira un video su Internet di una giornalista di FanPage che con un semplice metodo vota undici volte alle primarie svoltesi ieri; in questo modo, le intere primarie potrebbero essere una farsa. Qui il video: https://youmedia.fanpage.it/video/al/XHz5duSwj5my1BGx . Per non contare che gli scrutinatori non sono persone super partes, ma o attivisti iscritti al PD o addirittura la classe dirigente del partito, come ad esempio Orfini. Rousseau del m5s, in confronto alle primarie, sembra il meccanismo più sicuro della Terra.

Zingaretti può essere un’alternativa?
Dominare un partito renzianissimo anche dopo la batosta del 4 marzo, che un anno dopo si riscopre con un segretario che dice di volersi discostare dalla linea Renzi non sarà facile. Sia perché ogni parlamentare presente nelle due camere è stato nominato da Renzi e quindi deve una certa fedeltà a chi lo ha messo al suo posto, sia perché sentendo le interviste Zingaretti non è deciso sull’anti-renzismo ed è sempre molto vago nelle risposte. Se non riuscirà a costruirsi una personalità autonoma e a discostarsi nettamente dalla vecchia gestione forte del suo circa 70% il vero Dominus sarà sempre uno, Renzi.

Emanuele Stevani

Sono Emanuele, classe '95, appassionato lettore sia di libri che di articoli di giornale trattanti attualità e politica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares