Salvini è ovunque in TV e i 5 stelle crollano

Un recente articolo di Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano ha reso noto, qualora non lo si fosse capito, di come l’attenzione dei media è tutta incentrata sulla figura di Matteo Salvini. I dati Rai sono impietosi: ovunque predomina il Capitano. A pensar male sembra la solita occupazione delle reti pubbliche da parte del governo di turno, eppure anche le emittenti private non scherzano: Salvini piace pure lì, parecchio. Colpisce anche il fatto che il vicepremier leghista conti molto più del premier Conte e del suo parigrado Di Maio. Il punto è che Salvini è un prodotto perfetto per i media televisivi: fa audience. Lo si potrebbe paragonare al Renzi del 2014, quando ancora gli italiani vedevano in lui il cambiamento e non un bulletto arrogante e inconcludente.

Il suo linguaggio diretto e pericoloso attira facilmente l’attenzione tanto di chi lo idolatra tanto di chi lo odia. Tuttavia, rispetto al Matteo fiorentino, Salvini sa adattarsi e regolare il linguaggio a seconda del programma o evento (e conseguentemente del pubblico) in cui è ospite. E i primi a cascarci sono i giornalisti. A dargli tanto risalto infatti sono proprio quei giornalisti di una certa sinistra cretina (che domina imperterrita i salotti televisivi) che hanno per lui un’attenzione morbosa. Si parla sempre di lui e il loro disprezzo snob nei suoi confronti è così palese che il pubblico più semplice non riesce a non simpatizzare per lui.

Senza contare che Salvini ha una grande abilità: quella di mettere bocca su tutto. Qualunque cosa il Governo proponga (e quindi anche lui!) è sempre rivedibile e migliorabile. Quindi se una cosa funziona è merito suo perché è stato lui a volerla migliorare, se non funziona logicamente è colpa dei 5 stelle, di Conte, di Tria, del Mago Zurlì… è la retorica del “va bene ma non vorrei”. Va bene il reddito di cittadinanza ma non vorrei che andasse a gente che sta sul divano, va bene il decreto dignità ma non vorrei che a rimetterci siano gli imprenditori, va bene la Via delle seta ma non vorrei che ci svendessimo ai cinesi. Cambia il tema ma lo schema rimane il medesimo ogni volta.

A perderci di più da questa situazione sono i 5 stelle, che infatti sono crollati nei sondaggi. Il matrimonio forzato con la Lega ha fatto sì che l’elettorato più vicino alla destra sia stato assorbito da Salvini, il quale essendo un incrocio tra una bestia di Satana e Mussolini per gli elettori di sinistra, ha fatto scappare quelli che tra loro votavano 5S disperdendosi tra l’astensione e il voto a quel nostalgico revival che è il PD di Zingaretti. Senza contare il fatto che essendo ora al governo hanno perso e perderanno i voti di tutte quelle persone che votavano non per qualcuno ma contro qualcosa e a cui sono state promesse cose difficilmente realizzabili, come la chiusura dei vari Ilva, Tap, Tav, eccetera.

Questa difficile situazione ha portato Di Maio a spararle grosse per cercare di non franare nei sondaggi, ma il risultato è stato pessimo. Giggino non ha le abilità che possiede Salvini né è nelle condizioni per poter fare questo gioco. L’unica cosa che può fare è quella di governare bene e di dimostrarlo. Le europee sono già perse (ovviamente non devono andare a picco o Salvini trionferà incontrastato), devono pensare in lungo per il bene del Paese prima che per il loro.

Massimo Ressia

Nato nel 1993, felicemente piemontese. Dopo gli studi di ragioneria, mi sono addentrato in quelli di Lettere, conseguendo la laurea triennale. A breve, arriverà anche il titolo magistrale.

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