I media ossessionati dall’etnie sono pericolosi

Il terribile caso del pullman dirottato dal cittadino italiano di origini senegalesi Ousseynou Sy che rischiava di essere una tragedia è in qualche modo speculare alla strage di Macerata commessa dal neofascista Traini. All’epoca molti diedero la responsabilità di quelle morti a Salvini. Certo questa accusa fu una sciocchezza ma in qualche modo un fondo di verità c’era e c’è ancora e riguarda il linguaggio aggressivo di Salvini, assolutamente da condannare. Il dirottamento di Sy, però, ha dimostrato una cosa, che tutti sottovalutavano: anche il linguaggio di una certa pseudo sinistra alla Bonino è altrettanto pericoloso e poteva causare la morte di 51 ragazzini. A forza di sentire da questi personaggi che chiunque cerchi di gestire in maniera diversa l’immigrazione è un criminale e un assassino (che sia Minniti o Salvini) qualcuno può trovare lecito qualsiasi modo per fermarli, magari anche assaltare un pullman zeppo di studenti e cospargerlo di benzina per portare l’attenzione sui bambini migranti morti nel Mediterraneo.

Molta responsabilità ce l’hanno soprattutto i media che sparano ininterrottamente questo linguaggio sulle persone, meravigliandosi poi di trovarle incattivite. Proprio in questi giorni, si vede come il livello del giornalismo e dei salotti intellettuali di tv e giornali sia assolutamente misero. Non si può non osservare una vera e propria ossessione dei media per lo straniero che vuole diventare italiano o per l’italiano di origine straniera. Viene intrapresa una narrazione volta ad esaltare e mitizzare l’etnicità di queste persone. Il riferimento va ancora alla vicenda del pullman e ai coraggiosi ragazzini che sono riusciti a chiamare i carabinieri mentre erano intrappolati sul mezzo. Tutti i media hanno osannato, giustamente, Adam e Rami, ma nessuno ha posto la stessa enfasi sull’altro ragazzino Riccardo, perché italiano nato da genitori italiani, che pure ha aiutato i suoi compagni. Anzi c’è di peggio. Questi due ragazzini sono stati usati dai media e dalla politica per i propri fini trasformando quest’atto coraggioso in un mero spot per lo Ius Soli: è stato pubblicato un video in cui il padre di Rami che spiega come siano stati i giornalisti stessi a fargli pressione affinché tirasse fuori la questione della cittadinanza..

Anche in tematiche più leggere come il calcio troviamo lo stesso copione. La partita della settimana scorsa contro la Finlandia valida per la qualificazioni alle europee ha visto vincere l’Italia con due gol di due giovani promesse. La prima si chiama Nicolò Barella. La seconda Moise Kean, che sebbene italiano fin dalla nascita ha questa caratteristica unica al mondo di avere la pelle nera. Indovinate di chi non si è parlato? Destino vuole che ai pregiudizi dei giornalisti ha risposto la realtà. Intervistato, il padre di Kean ha dichiarato di essere leghista e di simpatizzare per Salvini.

Massimo Ressia

Nato nel 1993, felicemente piemontese. Dopo gli studi di ragioneria, mi sono addentrato in quelli di Lettere, conseguendo la laurea triennale. A breve, arriverà anche il titolo magistrale.

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