Caos M5S: Di Maio non si fa la barba, la base si indigna

Luigi Di Maio, Vice Presidente del Consiglio, Ministro del Lavoro e leader del M5S questa mattina si è svegliato e ha dichiarato «Non ho voglia di farmi la barba».

La nuova fidanzata del vice premier, Virginia Saba, si è messa a piangere e ha dichiarato alla stampa: «Non capisco, stava andando tutto bene fra di noi e all’improvviso la batosta. Credo che tornerò a vivere con mia madre».

La base si indigna, spaccature interne si susseguono e gli avversari politici replicano.

Renzi, sul lago bilancino a pescare trote attacca: «Se Di Maio non ha voglia nemmeno di farsi la barba come può credere di poter guidare il paese? Come può dare sicurezza agli investitori internazionali? È incompetente, dimissioni!»

Anche l’amico storico di partito, Alessandro Di Battista sembra avere qualcosa da ridire: «Che cosa farà domani, non si metterà giacca e cravatta? Dobbiamo continuare sulla linea dura ed essere coerenti. Se Luigi non si fa la barba si rischiano i nostri valori.»

Zingaretti: «Le persone chiedono meno barba e più fatti. Ecco perché abbiamo presentato la nostra proposta di aumento degli stipendi dei parlamentari: ad ogni parlamentare sarà anche garantito un rasoio della migliore qualità e una fornitura a vita di lamelle. Facciamo questa promessa per un’Italia più efficiente che possa fare bella figura all’estero».

Berlusconi: «Di Maio vuole spostare i nostri asset strategici dagli Stati Uniti alla Cina, l’intento è chiaro. Non farsi la barba è l’inizio di un declino a stampo comunista che ci porterà ad essere un paese autoritario sottomesso alla Cina. Gli Italiani sono rincoglioniti a non accorgersene».

Giorgia Meloni: «Il buon padre di famiglia la mattina si alza, si fa la barba e va al lavoro. Di Maio ha deciso di saltare uno dei passaggi. Chi si crede di essere per mettere in discussione in questa maniera la famiglia tradizionale?».

Anche Matteo Salvini non è concorde con l’alleato di governo: «La barba è sempre stata una mia prerogativa. Gli italiani quando ora vedono una barba non pensano più ai musulmani, ma a Salvini, è un elemento rassicurante; non farsi la barba rischia di spaccare il governo e creare instabilità nel paese. Chiedo al mio alleato di ripensarci».

 

 

 

 

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Emanuele Stevani

Sono Emanuele, classe '95, studente di Filosofia, appassionato lettore sia di libri che di articoli di giornale trattanti attualità e politica.

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