La sinistra non ha diritto di strumentalizzare la purezza di Simone

Ha fatto molto discutere la vicenda di Simone, il ragazzo di Torre Maura che ha sfidato i militanti di Casapuond nel bel mezzo della protesta contro l’arrivo di 70 Rom nel quartiere.

Il giovane quindicenne ha portato in quella manifestazione genuinità e limpidezza.
Lo scontro con Mauro Antonini, uno dei dirigenti del movimento di estrema destra, è emblematico: da un lato c’è il disinteresse di un giovane che pensa che le minoranze non siano il problema («Sta cosa di andà sempre contro le minoranze a me nun me sta bene») e dall’altra un uomo maturo (anagraficamente parlando) che evidentemente ha la capoccia solo per dividere le orecchie.

Pochissime e semplici frasi che fanno capire quanto Simone sia un ragazzo con del buon senso e soprattutto maturo: «State a fa’ leva sulla rabbia della gente per racimolare voti», oppure «Per me il problema è se mi svaligiano casa, non se lo fa un rom».
L’ultimo ed eroico attacco al giovane viene da un signore con un cappellino raccapricciante e felpa fucsia con su scritta la temibile frase «Difendi il tuo quartiere». Questo nobile uomo dice che l’idea di Simone ce l’hanno in dieci su cento. Una tesi forte e invincibile di un altro maturo sempre o solo anagraficamente. Per il giovanissimo Simone rispondere è dura, proprio perché al niente si può replicare con il nulla.

La strumentalizzazione del quindicenne è partita non appena il video è diventato virale sul web.
Subito a chiedersi se Simone fosse di sinistra e, addirittura, qualcuno ha scritto che la sinistra stessa doveva ripartire proprio da lui. Come se questa sinistra, un po’ tutto, un po’ niente, potesse arrogarsi il diritto di prendere sotto l’ala il gesto di purezza di un giovane che, in tre minuti, ha fatto tutto ciò che loro (a sinistra) non hanno dimostrato negli ultimi trent’anni.
Certo, a sinistra avrebbero molto da imparare o, quantomeno, prendere qualche spunto, come ad esempio l’ardore e la fermezza di schierarsi con i più deboli, andare contro chi, in quel momento, è davvero più forte, la voglia di lottare e magari di rincorrere un’idea.

Simone non è stato in silenzio. Avrebbe potuto tornarsene a casa in totale tranquillità, ma forse non altrettanto sereno. Ha deciso di esporsi e di affrontarli con la forza delle proprie idee e con la spregiudicatezza di un ragazzo di quell’età.
Guardare il video del suo discorso è un toccasana, una piccola luce nel buio rispetto alla dilagante indifferenza e superficialità, sempre più diffuse nel nostro amato Bel Paese.

Enrico Righini

Emiliano, nato nel 1993, con un occhio di riguardo per gli ultimi di questo mondo e la musica di Fabrizio De André nel cuore.

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