Effetto Kulešov: come cambia la percezione di un’immagine in base al montaggio

È il 1921. Due registi sovietici, Lev Kulešov e Vsévolod Pudovkin tentano un esperimento decisivo per la storia del Cinema e non solo. Selezionano un’inquadratura in primo piano dell’attore Ivan Mozzuchin e la montano in successione con tre inquadrature differenti: un piatto di minestra, una donna e una bambina dentro una bara. Seppur l’inquadratura in primo piano dell’attore fosse in realtà la medesima in tutte e tre le situazioni proposte, il pubblico reagì alla visione del montaggio mostrando grande enfasi. La percezione delle emozioni trasmesse dal primo piano di Mozzuchin variava in base all’inquadratura di riferimento: fame, piacere, dispiacere. Da questo esperimento si cominciò a comprendere il ruolo fondamentale del montaggio nell’attribuzione di un senso. Non sono le inquadrature singole a produrre senso e trasmettere emozioni, ma il modo in cui esse sono legate attraverso il processo del montaggio. Questo esperimento fu ripetuto successivamente dal grande regista Alfred Hitchcock.

Ancora oggi, per un processo di rimediazione, questo esperimento produce effetti anche fuori dal contesto cinematografico, espandendosi a livello sociale e politico. Seguendo la stessa logica dell’effetto Kulešov, infatti, non conta il contenuto dell’informazione che si sta veicolando, ma il metodo con cui la si veicola. Basta semplicemente modificare l’enfasi, la ripetitività del messaggio, per ottenere due risultati completamente differenti a livello di impatto sulla società. Politicamente questo produce conseguenze fondamentali, specie nelle ricadute elettorali che può avere un determinato fatto.

Poniamo un esempio di due politici che abbiano compiuto un identico reato, ma a cui l’informazione abbia dedicato un’attenzione completamente differente. Il primo è stato sbattuto in prima pagina e attaccato giornalmente, magari durante l’apertura dei TG; il secondo è stato relegato in una pagina secondaria dei quotidiani con un riferimento generico e magari senza citare nel telegiornale il partito d’appartenenza. L’effetto elettorale prodotto andrà a distorcere a favore del secondo la percezione sociale. La ricaduta del fatto verrà amplificata per il primo e ammortizzata per il secondo. Anche a livello informativo, non è la singola inquadratura che conta nella produzione del significato, ma è il montaggio, ovvero il processo di collegamento.

Per concludere, ecco una riproduzione dell’esperimento di Lev Kulešov e Vsévolod Pudovkin.

Simone Usai

Simone, venticinquenne sardo ha vagato in giovanissima età per il Piemonte, per poi far ritorno nell'isola che lo richiamava. Ama scrivere su tematiche politiche ed economiche. Legge per limitare la sua ignoranza. Avvertenza! politicamente schierato: grillino della prima ora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares