Elezioni europee 2019. Mori (CPI): «Noi gli unici contro cessioni di sovranità»

L’avvocato genovese Marco Mori, da anni promotore della difesa della Costituzione, è in corsa alle elezioni europee nelle liste di CasaPound Italia.

Candidarsi per entrare al Parlamento Europeo non equivale a legittimare la sua esistenza?

Candidarsi, a mio avviso, è indispensabile. Io già prima della decisione di CasaPound avevo preso la mia posizione. È l’unico modo per far sentire la nostra voce, per essere l’unica voce contraria alle cessioni di sovranità nazionale. Ormai abbiamo un partito unico. Tutti i vari movimenti, anche chi una volta si diceva euroscettico e parlava di uscita dall’Euro, vedasi Lega e 5 stelle, ora hanno abbandonato quell’idea. Oggi loro sono per un’Europa diversa e per ulteriori cessioni di sovranità. La presenza di CasaPound, invece, ci consente di cercare di creare un dibattito e di ribadire che c’è ancora qualcuno che vuole l’ItalExit.

Se per revisionare i trattati europei occorre l’unanimità degli stati membri, come lei è solito ricordare, voi quale ruolo potreste giocare in un Europarlamento che non gode nemmeno di iniziativa legislativa?

È così, il Parlamento Europeo non ha nessun tipo di iniziativa legislativa, né ordinaria, né straordinaria. Non può assolutamente fare nulla, un parlamentare europeo non può cambiare nulla. Quindi, chi racconta- lo fanno tutti gli altri- che dal Parlamento Europeo cambierà le cose dice soltanto delle sciocchezze. I trattati possono essere modificati solo all’unanimità in sede di Consiglio Europeo dei capi di stato, dove il Governo ha appoggiato la linea delle ulteriori cessioni di sovranità nazionale. Hanno iniziato con il fondo monetario europeo, unione bancaria, l’obiettivo finale è l’unione politica. Qualcosa, comunque, si otterrebbe da parlamentare europeo: ricordiamo Farage, la grande visibilità che ha avuto coi suoi discorsi che sono arrivati in tutto il continente. Avere un palcoscenico da dove attaccare le istituzioni europee per affermare che l’Ue è un progetto criminale che va assolutamente dissolto sarebbe una grandissima vetrina che ci lancerebbe in vista delle successive elezioni politiche.

In che famiglia partitica europea confluireste in caso di elezione e con quali affinità? 

Secondo me non è rimasto nessuno sulle nostre posizioni in Europa. È da valutare, ma l’unico che, a questo punto, avrà un’idea di exit sarà Farage. Quindi, eventualmente, si potrà ragionare con lui. Tutti gli altri, come Orban e gli austriaci, ormai sono per un’altra Europa, tutti che fiancheggiano il disegno degli Stati Uniti d’Europa.

A che punto è il processo di nascita degli Stati Uniti d’Europa?

Il punto di lancio degli Stati Uniti d’Europa è molto avanzato. Temo che, se non avremo la giusta visibilità, sia un processo quasi irreversibile, almeno in questa fase. Il progetto è stato avviato, nella sua strategia, con un famoso discorso di Macron alla Sorbona, nel 2017, in cui si è coniato il termine «sovranisti europei». Si è iniziato a plagiare le menti delle persone facendo loro pensare che possa esistere un sovranismo europeo. È chiaro che, se si parla di sovranità in Europa, significa cederla per le singole nazioni. Quello di Macron è stato un modo di utilizzare termini diventati cari all’opinione pubblica e disattivarli, andando in direzione Stati Uniti d’Europa. Il Parlamento, il 14 maggio, ha approvato una mozione che impegna il Governo a fare passi avanti verso l’unione politica. Si vogliono rafforzare i poteri del Parlamento Europeo, ergo nuove cessioni di sovranità, in cambio della fine dell’austerità. Questa è proprio la leva con cui vorranno imporci gli Stati Uniti d’Europa. Vogliono farli con il consenso popolare, utilizzando l’austerità. L’ha spiegato Macron in quel suo discorso: fino a oggi sono andati avanti attraverso una forma di despotismo illuminato, imponendoci le cose dall’alto. Per l’ultimo step, hanno bisogno del consenso dei cittadini per eliminare le Costituzioni. Come ottenerlo? Sempre utilizzando l’austerità. In cambio della sua fine, ci diranno che se vogliamo la banca centrale prestatrice illimitata, dobbiamo consegnare tutta la residua sovranità. Tutti hanno detto di sì. Occorre tenere bene a mente che la banca centrale sarà sì prestatrice illimitata, ma resterà indipendente, quindi la scelta se dare le coperture a un disegno di legge del Parlamento Europeo, che a quel punto avrà iniziativa legislativa, sarà unicamente del potere economico e finanziario e non delle istituzioni. Inoltre, al Parlamento Europeo, l’Italia non avrà ovviamente la maggioranza, quindi tutte le decisioni per i nostri affari interni dovranno passare per accordi con altri paesi, ragione per cui non avremo più alcuna autonomia. Arriveremo alla morte della Repubblica.

Lega e Movimento 5 Stelle sono coinvolti in questo cammino?

Il sistema Lega e 5 stelle sembra un disegno fatto a tavolino. La Lega doveva disattivare il dissenso a destra, il Movimento quello a sinistra. Sono riusciti in questo capolavoro. È evidente il cambio di posizioni che hanno avuto. Salvini, in un recente video, ha rivendicato addirittura che è stato lui a scrivere il programma del centrodestra per le elezioni, dunque è stato lui ad avete cambiato idea sull’uscita dall’Euro. Ribadisce che effettivamente è una scelta sua. Tanti ancora abboccano, non seguono oppure non si ricordano le cose che dicevano, o, ancora, semplicemente reputano sia una strategia. Così, i voti dei No Euro vanno a partiti che chiedono la creazione degli Stati Uniti d’Europa. Anche la lettera ufficiale di Paolo Savona si inscrive in questo contesto, proponendo l’unione politica. Nel Consiglio Europeo in autunno si metterà sul tavolo la revisione dei trattati, le finali cessioni di sovranità in cambio della fine dell’austerità. Solo riuscendo a informare il popolo potremo fermare tutto questo, cosa che leghisti e pentastellati si guardano bene dal fare.

Gerarda Monaco

Classe 1995, studentessa universitaria. Il diritto e la politica sono il mio pane quotidiano, la mia croce e delizia, ma (per ora) non campo né di uno né dell'altra. Vi rassicuro: le frasi fatte solo nelle informazioni biografiche.

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