Il M5S non ascolti i media, cattivi consiglieri

È curioso come gli stessi media, in particolare i grandi pensatori dei talk televisivi, che hanno preso a pesci in faccia il Movimento 5 stelle (il quale, va detto, spesso ha risposto per le rime) fin da prima della sua nascita ora, come direbbe De Andrè, si mettano a dare buoni consigli non potendo più dare il cattivo esempio. Gli stessi che dicevano ogni tre per due che il 5 stelle era prossimo all’estinzione, che era solo una forma di voto di protesta, che erano incompetenti ora vogliono spiegargli come salvarsi. Quale sarebbe questa fantomatica via di salvezza? Far cadere il governo e, nel fare ciò, trovare nell’opposizione un modo per ricostruirsi un’identità forte. In pratica, stanno dicendo ai grillini di tornare a fare quello che gli hanno sempre criticato: urlare, fare i giustizialisti e fregarsene delle responsabilità. Curioso. E tutto questo per trovare una sintonia con il PD di Zingaretti,  dalla quale nascerà la superalleanza di sinistra che fermerà l’avanzata dell’ombra nera che si è calata sull’Italia.

Questo è quello che si è sentito alla televisione e questo dovrebbe far riflettere sulla pochezza culturale, la totale incapacità di lettura della realtà, il totale onnubilamento delle menti di quelli che dovrebbe essere intellettuali. Come si fa a non capire che se l’Italia è quella che è, lo si deve soprattutto a loro, ai media, agli intellettuali che sanno sempre dov’è il giusto e che non vedono i disastrosi risultati che il seguire questo Giusto ha portato e non vedendoli necessariamente li nascondono a noi?

I pentastellati sono stati e forse saranno ancora una delle tante anomalie politiche e culturali dell’Italia (la più grande è stata Berlusconi), ma, nella follia dei media, ora che sono stati  sconfitti possono servire come nuova arma contro coloro che si oppongono al Giusto. Secondo loro questa ombra nera che avanza, posto che ve ne sia una, si ferma affidando il paese a Salvini e alla Meloni (sic!). Sono pure convinti che esista una sinistra che col tempo saprà opporsi, non capendo che la sinistra è morta perché si è suicidata, non con Renzi, ma già vent’anni fa. Non potrà rinascere perché sono stati i politici di sinistra a tradire i lavoratori e le classi medio-basse. Non capiscono che la Lega di Salvini è così forte perché fa da sola la destra, il centro e sì, anche la sinistra, a meno che non si intenda la sinistra come quella dei soli diritti civili.

I 5 stelle hanno un’identità debole, però non è detto che nel breve debbano sparire, a meno che non seguano i consigli di questi intellettuali. Pure un bambino capirebbe che se Di Maio staccasse la spina i 5 stelle diventeranno un partito da percentuali da +Europa, per il semplice motivo che andando al governo ha già perso i voti dei duri puri e di quelli piuttosto la morte che con Salvini e, se ora lo farà cadere, perderà i voti dei filogovernativi. I 5 stelle devono darsi un’identità che non sia quella dell’anticasta e del giustizialismo o verranno assorbiti. Potrebbero loro spostarsi a sinistra, ma con intelligenza, non sparando a zero sull’alleato di governo o scimmiottando il PD come farebbe proprio un intellettuale salottiero sempre prodigo di buoni consigli.

Massimo Ressia

Nato nel 1993, felicemente piemontese. Dopo gli studi di ragioneria, mi sono addentrato in quelli di Lettere, conseguendo la laurea triennale. A breve, arriverà anche il titolo magistrale.

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