Ostellari, un senatore che attacca un’installazione artistica pro-migranti

Fino a stamattina non sapevo chi fosse Andrea Ostellari, e vivevo benissimo nella mia ignoranza. Senatore leghista e presidente della Seconda commissione Giustizia di Palazzo Madama, ha anche una pagina su Wikipedia, ma questo non vuol dire nulla visto che ormai sull’enciclopedia virtuale ci finisce chiunque.
La vicenda è molto semplice. Questa mattina è apparsa un’installazione artistica veramente suggestiva in stazione a Padova: una dozzina di teli bianchi da cui spuntano solo i piedi con dei cartelli che recitano i luoghi comuni più beceri in tema di migranti. Un’opera che non lascia indifferenti firmata dall’artista Andrea Dodicianni in occasione dell’apertura del #Right2cityFestival, organizzato dalla onlus Avvocato di Strada.
Andrea Ostellari, noto frequentatore di se stesso, non ci pensa due volte e scrive su Facebook un suo commento all’installazione: «Padova oggi si sveglia così. Agli “artisti” che hanno realizzato questa pagliacciata solo poche parole: zero partenze=zero morti». Grande esperto di venetissime «costesine», almeno da quello che emerge dal suo profilo Facebook, evidentemente Ostellari si ritiene preparato per commentare una performance artistica, magari senza sapere che la critica d’arte – per storpiare Leo Longanesi – «è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati». Ma per i propri 15 minuti di notorietà social si fa questo e altro.
Continuando con il fondatore di Omnibus e de Il Borghese, «Un’idea imprecisa ha sempre un avvenire», figuriamoci un’assurdità. Infatti al bizzarro post su Facebook di Ostellari arriva la solita sequela di commenti senza capo né coda: «Ci camminerei sopra a questi» (Gina Memmo); «Io li raccoglierei tutti e li porterei in obitorio, per rendere la cosa un po’ più seria…» (Silvia Fardin); «Chi ha organizzato questo teatrino, ha dei problemi veramente gravi! Da ricoverare subito, prima che crei altri inconvenienti!» (Luciano Biasio); «Pagliacci, a queste persone crederò quando vedrò con i miei occhi che se ne portano 1 ciascuno a casa e interamente a proprie spese, il resto è solo fuffa…» (Patrizia Bozzano). La galleria degli orrori – tra i contenuti dei commenti – è molto lunga, ma evitiamo al lettore di immergersi troppo in questa melma di insensatezze.
Lunga vita alle boiate pazzesche! L’installazione di Dodicianni può piacere o meno, come si può essere favorevoli o contrari all’ingresso dei migranti nel nostro Paese. Ma la assoluta mancanza di empatia che Ostellari ha scatenato nei commenti al suo post va oltre tutto questo.
Fino a stamattina non sapevo dell’esistenza di Andrea Ostellari, oggi stento a credere nella sua esistenza, è davvero troppo. Lui è oltre.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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