Per Teresa Bellanova Italia Viva è «no tasse». Quindi pro evasione?

Se chi criticava la ministra Teresa Bellanova per il suo vestito o per il suo aspetto fisico rimane un imbecille, desta preoccupazione ciò che la signora ha detto qualche giorno fa: «Italia Viva (quel pulviscolo inesistente che è la nuova formazione renziana, ndr) è no tasse». Che cosa intendesse dire non è dato sapere, visto che i pensieri della Bellanova sono grazie a Dio solamente suoi, noi ci limitiamo a fare ipotesi su quel che è possibile capire dalle parole della ministra. Se l’articolo 53 della Costituzione recita «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva», le opzioni possibili sono due: o Italia Viva (i cui vertici, a quanto ci risulta, non hanno smentito la Bellanova) è un partito eversivo perché contrario a un articolo della Carta, oppure la ministra ha pronunciato uno di quegli slogan utili solamente a procacciare qualche voto tra gli allocchi che stanno ancora ad ascoltarli. Non stiamo ovviamente dando dell’eversivo a qualcuno, semplicemente seguendo un ragionamento logico che si dimostra evidentemente paradossale.

Ma la signora Bellanova, in quanto rappresentante di una certa parte di classe dirigente, adotta la strategia del parlare d’altro: «Mi ha fatto arrabbiare leggere che sarei telecomandata da altri quando svolgo il mio ruolo. Come donne abbiamo il dovere, noi per prime, di riconoscerci dignità e autorevolezza», scrive il 18 ottobre su Facebook. Ma se Maurizio Landini si è detto «preoccupato» dai messaggi sull’evasione fiscale che sono venuti fuori dalla Leopolda, che parrebbero – e questo lo diciamo noi – avvicinare ulteriormente Italia Viva a Forza Italia, dalle parti di Matteo Renzi e del suo entourage si parla di rappresentanza femminile come unico problema. Riprendendo la Bellanova: «Altro che il mio vestito! Quello che hanno contestato è che io, donna, potessi stare al pari degli uomini», è il messaggio di un’infografica pubblicata su Facebook il 20 ottobre. A chi si sta riferendo? Chi sono quelli che «hanno contestato»? Non è dato sapere, ma possiamo leggere i commenti entusiastici: «Bravissima», «Grazie Teresa», «Grande Teresa a nome di tutte le donne».

Mentre alcuni soloni del giornalismo indipendente (si fa per dire, ovviamente) parlano di Italia Viva come di «centrismo illuminato alla Macron», il PdR (Partito di Renzi) si muove cercando sponde improponibili con messaggi ambigui al limite dell’attacco al sistema fiscale italiano. Renzi potrebbe dire (ma non lo fa) che le tasse sono alte perché solo i gonzi le pagano e che si abbasserebbero se le pagassero tutti, ma preferisce dire (e far dire) che Italia Viva è «no tasse». L’ex premier potrebbe anche spiegare che se si recuperasse anche solo un decimo dell’evasione, quei soldi diventerebbero servizi per tutti i cittadini, ma non lo fa. Preferisce far diventare (Forza) Italia Viva un partito dai messaggi ambigui. Che sorpresa.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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