Il morbillo non semina solo morti: provoca una «amnesia immunologica»

Il morbillo è una malattia virale altamente contagiosa tipica dell’età pediatrica. I sintomi sono tipicamente febbre alta, tosse, congiuntivite e infine un rash cutaneo diffuso; le complicanze principali sono polmonite, otite e meningite. Come è noto, fortunatamente esiste un vaccino ormai perfezionato ed estremamente efficace che permette di sviluppare gli anticorpi senza dover superare l’infezione. Purtroppo però, rimane una quota di popolazione che rifiuta questa misura preventiva: ancora oggi, infatti, il morbillo colpisce più di 7 milioni di persone all’anno e causa direttamente più di 100 mila morti; in quest’ultimo dato non vengono tuttavia considerati complicanze ed effetti a lungo termine della malattia. È dunque preoccupante che, a causa della ridotta adesione alle vaccinazioni, i casi di morbillo siano aumentati del 300% nel 2018 a livello globale. Una complicanza a lungo termine è stata rilevata da uno studio pubblicato su Science (Mina M. et al., «Measles virus infection diminishes preexisting antibodies that offer protection from other pathogens» Science 01 Nov 2019, 366: 6465, pp. 599-606): il morbillo causa una «amnesia immunologica».

Il sistema immunitario, dopo aver superato un’infezione, mantiene un ricordo duraturo nel tempo che permette all’organismo di difendersi in caso di un eventuale contatto con il patogeno. Questa preziosissima capacità del sistema immunitario di mantenere la cosiddetta «memoria immunologica» è possibile grazie alla presenza di plasmacellule a lunga durata che producono immunoglobuline, cioè anticorpi. Gli anticorpi sono piccole strutture proteiche presenti nel sangue e in altri liquidi biologici (saliva, latte materno, lacrime e così via) che riconoscono precise caratteristiche, dette epitopi, degli organismi patogeni e ne facilitano l’eliminazione da parte delle cellule fagocitiche. Senza di essi, la memoria immunologica sarebbe impossibile.

Nello studio recentemente pubblicato, sono stati analizzati campioni di plasma di bambini non immunizzati contro il morbillo prima e dopo l’infezione; i dati sono stati confrontati con quelli di bambini non immunizzati ma che non hanno contratto l’infezione nel periodo di tempo. I risultati dimostrano una perdita di diversità nel repertorio anticorpale, il che significa che il numero di strutture estranee riconosciute diminuisce in seguito all’infezione. In particolare, mediamente si è vista una diminuzione di circa il 20% nella varietà di epitopi riconosciuti, ma poco meno di un quinto dei bambini hanno perso più del 40% del loro repertorio. È interessante notare che il numero totale di anticorpi non varia, ma bensì avviene una ristrutturazione della memoria immunologica. Tale fenomeno è probabilmente spiegato dall’infezione ed eliminazione di plasmacellule appunto deputate alla produzione di anticorpi. Nei soggetti che non hanno contratto il virus, al contrario, il 90% del repertorio è rimasto intatto: il 10% perso è spiegabile per un normale fenomeno di eliminazione di una quota transiente di anticorpi.

Inoltre, anche la capacità di difendersi da patogeni specifici è diminuita: il sistema immunitario produce infatti multipli anticorpi che riconoscono diversi epitopi dello stesso virus. È stato visto che numerosi bambini hanno perso la metà degli anticorpi specifici contro i più comuni microrganismi, mentre per alcuni la diminuzione è arrivata fino al 70%. Questa conseguenza è di particolare rilevanza poiché il repertorio perso non viene recuperato spontaneamente, ma solo mediante un altro incontro con il patogeno: ciò significa che il soggetto deve ripetere l’infezione per immunizzarsi nuovamente. Di conseguenza, è verosimile che la mortalità da morbillo sia in realtà molto più elevata di quanto considerato, poiché vanno inclusi anche i decessi dovuti al danno arrecato al sistema immunitario. Questa scoperta dovrebbe motivare ancora di più a vaccinare la popolazione e soprattutto i bambini: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riportato che tra il 2000 e il 2017 il vaccino contro il morbillo ha permesso di evitare 21 milioni di morti, ma considerando i nuovi dati le vite salvate sono probabilmente molte di più.

Sofia Roero

Sono una studentessa della facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino. Scrivo principalmente di argomenti scientifici, tentando di divulgare ciò che più mi appassiona.

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