Scoperti batteri corresponsabili del riscaldamento globale

Da molti giorni si parla del grande evento che si è svolto nel palco di Davos e di come quello di Greta Thunberg sia uno degli interventi più attesi.
Il questo blog si è parlato lungamente del disastro australiano e di come vi possono essere molte inaspettate alternative che la scienza ci mostra per risolvere il problema.
Tuttavia l’ultimo dato che è emerso da parte della scienza è pressoché inaspettato e il più singolare che vi sia. Secondo le ultime ricerche il cambiamento climatico non è solo da imputare alle macro cause che tutti noi conosciamo, gli incendi, il consumo di combustibili fossili e gli allevamenti intensivi, ma può anche partire da dimensioni microscopiche e da altre «popolazioni», ovvero quella dei batteri.

Secondo le ultime ricerche, pubblicate da Science Advances, infatti esisterebbero alcuni batteri detti cianobatteri che sembrerebbero in grado di produrre grandi quantità di metano.
Come risaputo il metano è uno dei più pericolosi gas serra, in quanto è il maggiore fattore che incide nel riscaldamento globale; infatti,  imprigiona grandi quantitativi di calore, riuscendo perfino a superare di ben 60 volte le capacità dannose dell’anidride carbonica.

Ma da che cosa sono composti questi cianobatteri e per quale motivo producono tutto questo ammontare di metano?
La risposta è semplice quanto inaspettata. Infatti da quanto emerge dallo studio condotto dall’Istituto di Ecologia delle acque dolci e della pesca interna di Leibniz, detto IGB, questi batteri prendono le sembianze di grandi alghe verdi e sfortunatamente producono metano come prodotto della fotosintesi che utilizzano per sopravvivere.

Quindi come mai il problema di questi batteri è emerso proprio ora?
Da ciò che emerge dalla ricerca gli scienziati sono stati in grado di isolare circa ben 17 specie di cianobatteri che vivono sia all’interno delle acque marine e dolci, sia nel suolo e secondo gli scienziati ciò ne comprova l’esistenza e ne presenta il problema.
Infatti, a causa dei cambiamenti climatici in corso, queste «non-alghe» stanno proliferando e potrebbero estendersi sempre più, sino a formare delle vere proprie «fioriture» che producono metano.
In particolare, i ricercatori hanno voluto confrontare l’ammontare di metano prodotto dai cianobatteri con la quantità rilasciata dagli altri microorganismi, e i risultati hanno dimostrato che fortunatamente lo scarto prodotto non supera il quantitativo emesso dagli archea, famosi batteri che rappresentano il «produttore per eccellenza» di questo gas serra. Tuttavia, lo scarto prodotto risulta essere di quantità ingenti e si appresta a superare probabilmente di molto quella degli eucarioti.

Inoltre, vi è un problema che emerge in extremis: nessuno sa quanti siano questi batteri, perciò risulta impossibile, per ora, determinare e predire scientificamente quanto metano potrebbe essere rilasciato da questi microorganismi.
Una cosa però è certa: se il cambiamento climatico in corso si appresta ad aumentare ed incentivare queste «fioriture», l’emissione di metano presente nelle acque potrebbe aumentare esponenzialmente; questo potrebbe dunque portare a un conseguente aumento di gas serra nell’atmosfera.
Probabilmente questi microorganismi non rappresentano al giorno d’oggi la causa principale del riscaldamento globale, ma forniscono un ulteriore prova che avvalora ogni preoccupazione che il cambiamento climatico porta con sé.

Luisa Bizzotto

Studio all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, scienza, musica e sport.

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