Coronavirus: basta allarmismo

Da qualche settimana, il nuovo Coronavirus, il 2019-nCoV, è il più discusso del momento. Si sono diffusi, negli ultimi tempi, numerosi falsi miti e bufale che creano allarmismi e non aiutano a contenere il contagio. È necessario prima di tutto comprendere che cosa sia esattamente questo microrganismo: il Coronavirus è una famiglia di virus che circolano regolarmente, soprattutto nelle stagioni più fredde, causando generalmente un semplice raffreddore comune. Questi, come tutti gli altri virus, hanno la capacità di mutare il proprio genoma ed evolvere: il 2019-nCoV è un ceppo nuovo, frutto di una mutazione che rende il virus diverso da quelli fino ad ora noti.

Il 2019-nCoV causa una patologia classica con febbre, mal di gola, tosse e raffreddore. Il problema principale è che, in alcuni casi, è in grado di causare complicanze, in particolare una polmonite virale: a differenza della comune influenza, dove la polmonite è dovuta a una sovrainfezione batterica, in questo caso è proprio il virus a dare una risposta infiammatoria importante a carico del polmone, che può esitare in difficoltà respiratorie fino al decesso. Purtroppo, per questo motivo, gli antibiotici non sono in grado di prevenire le complicanze dell’infezione: essi agiscono infatti solo sui batteri. Non sono al momento presenti antivirali specifici per il Coronavirus, ma si può essere aiutati da una terapia di supporto. Ovviamente, soggetti con patologie pre-esistenti (per esempio, diabete, problemi cardiovascolari o malattie croniche) hanno maggiore probabilità di sviluppare tali complicanze rispetto alla popolazione sana.

Nella situazione attuale, è fondamentale non destare allarmismo inutile: in questa stagione una buona quota della popolazione manifesta sintomi parainfluenzali come tosse, febbre e mal di gola. Purtroppo, si può facilmente cadere nella tentazione di sospettare l’infezione in qualsiasi soggetto, specialmente se di origine orientale, che manifesti sintomi compatibili. Bisogna dunque comprendere che il rischio di contagio al momento in Italia è prossimo allo zero, essendo gli unici tre casi accertati in isolamento allo Spallanzani di Roma. Inoltre, i soggetti a rischio sono stati prontamente individuati e testati per l’infezione da Coronavirus. Gli episodi di discriminazione e isolamento delle persone di aspetto orientale sono quindi immotivati e del tutto irrazionali.

Un altro errore che si compie in queste settimane è l’abuso delle mascherine: le mascherine servono per limitare la diffusione del virus ma devono essere indossate dai soggetti contagiati o con possibile esposizione al virus, come specifica l’Organizzazione Mondiale della Sanità. I soggetti sani senza rischio di esposizione non traggono un reale beneficio dalle mascherine, anzi rischiano di sprecarle e in più non usarle in modo corretto: per esempio, se si tocca la mascherina senza essersi prima lavati le mani si rischia di portare il virus proprio a livello delle mucose, dove potrà facilmente infettare l’organismo.

  La preoccupazione riguardo a pacchi o oggetti provenienti dalla Cina è altrettanto infondata: la sopravvivenza del virus su una superficie inerte è piuttosto breve, nel giro di qualche ora la carica infettiva è azzerata quindi non vi è alcun reale pericolo. È documentato inoltre che non è possibile il contagio da parte di animali domestici.

L’unico modo utile per reperire informazioni sicure e affidabili è affidarsi al sito del Ministero della Salute o a quello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui vengono forniti aggiornamenti quotidiani sull’evoluzione della situazione sanitaria.

Sofia Roero

Sono una studentessa della facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino. Scrivo principalmente di argomenti scientifici, tentando di divulgare ciò che più mi appassiona.

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