Nuova scoperta: Venere ha avuto un «passato terrestre»

Da poco è passato San Valentino, giorno degli innamorati. Esso porta alla memoria tutto quello che circonda questo enorme sentimento, rimasto nei secoli il tema principale di miti e leggende.
In particolare, è interessante ricordare come l’amore abbia condizionato anche gli astri e come sia Venere il pianeta che rappresenta l’amore.
Ultimamente vi sono alcune scoperte che ci forniscono ulteriori informazioni su questo corpo celeste e che potrebbero aiutarci a delineare la storia dell’universo.

Venere, situato subito dopo il Sole, è noto per la propria luminosità, seconda solo a quella della Luna e si presenta da sempre come uno dei pianeti più interessanti per l’uomo, giacché molto simile in dimensione e massa alla nostra Terra.
Tuttavia, questo splendido corpo celeste presenta un’atmosfera poco consona allo sviluppo della vita; infatti, essa è costituita principalmente da anidride carbonica e caratterizzata da fitte nubi altamente riflettenti composte da acido solforico che rendono Venere il pianeta più caldo del sistema solare.
Tale caratteristica è dovuta all’atmosfera stessa del pianeta che «imprigiona» il corpo celeste in un enorme effetto serra che «sigilla» e surriscalda il pianeta: ma è sempre stato così? A quanto pare la risposta sembra essere negativa.

Da ciò che emerge dalle ultime ricerche, sembrerebbe che Venere possieda un «passato terrestre», ossia che, fino a tre miliardi di anni fa, sia stato un pianeta dal clima temperato e formato da oceani.

Infatti, i ricercatori hanno presentato al congresso Europeo di Planetologia, tenutosi a Ginevra, nuove deduzioni che mettono in discussione gli studi che delineano le storie «vissute» dai corpi celesti presenti al di fuori del Sistema Solare situati vicini alle loro stelle.
La scoperta, condotta dal ricercatore Michael Way, è stata portata a termine attraverso alcune simulazioni prodotte dal Goddard Space Flight Center della NASA, attraverso le quali è stato possibile «viaggiare indietro nel tempo».

Ma come mai si è condotto questo esperimento?
I dubbi erano nati ben cinquant’anni or sono, grazie alla missione Pioneer Venus della NASA, durante la quale erano state ritrovate alcune prove che indicavano l’esistenza certa di un oceano poco profondo nel pianeta.
Ora il dubbio è diventato certezza per merito di cinque simulazioni, grazie alle quali si è sicuri che Venere ha posseduto temperature comprese tra i 50 e i 20 gradi per una durata di ben tre miliardi di anni.
Da una di queste simulazioni si evince che il pianeta era caratterizzato anche da un oceano profondo 310 metri, e che probabilmente tali condizioni sarebbero potute perdurare nel tempo fino al giorno d’oggi.

Quali sono state dunque le cause che hanno condizionato il surriscaldamento di venere? In primis, la prima causa sembra essere dovuta all’attività vulcanica del pianeta e alle enormi quantità di magma che hanno avvolto nel tempo Venere.
Tuttavia, come anche confermato dal ricercatore  Michael Way, queste informazioni non sono sufficienti per delineare la «storia» del pianeta e potrebbero essere necessarie ulteriori missioni per poter appurare l’effettiva causa del degradamento dell’atmosfera di Venere.
La cosa più importante di tutte è però un’altra: grazie a questa ulteriore scoperta, le possibilità di poter trovare un altro pianeta analogo alla Terra aumentano, poiché da oggi si possono considerare degni di nota anche pianeti posizionati vicino a una stella come il Sole.

Luisa Bizzotto

Laureata all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali, frequento il corso internazionale Susteinable Technologies and Biotechnologies for Energy and Materials presso l'Almamater Studiorum Università di Bologna. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, musica e sport, ma soprattutto di scienza, la mia passione.

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