«Alto tradimento», «Fuori dalla legge», ma la colpa è di Conte

«Al presidente Mattarella ho confermato che siamo al lavoro sui problemi concreti degli Italiani (salute, affitto, mutui, bollette, cassa integrazione), e che non è normale che nel frattempo il governo passi il tempo a insultare», così Matteo Salvini su Facebook dopo le parole che venerdì scorso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dedicato a lui e a Giorgia Meloni in conferenza stampa. Un paio di minuti in oltre mezzora di comunicazioni del premier che però hanno scatenato un putiferio.

Salvini è lo stesso che aveva tuonato: «Caporetto, drammatica ipoteca sul futuro, sul lavoro e sul risparmio dei nostri figli. Siamo fuori dalla legge, siamo alla dittatura nel nome del virus». E la Meloni aveva seguito la stessa linea: «Gualtieri ha firmato per attivare il Mes, niente Eurobond, Italia messa sotto tutela. Hanno vinto i diktat di Germania e Olanda, il governo si è piegato ai dogmi nordeuropei. Un atto di alto tradimento verso il popolo italiano».

Con un leader dell’opposizione che parlava di atti «fuori dalla legge» e l’altra di «alto tradimento», che cosa doveva fare Conte? Stare zitto, dando così agli italiani l’impressione che quelle accuse fossero vere? Premesso che né Conte né Gualtieri hanno firmato alcunché (perlomeno finché queste righe vengono scritte, il 13 aprile 2020), perché il nuovo Mes, senza condizioni se non che i soldi vengano utilizzati per le spese sanitarie, sarebbe «fuori dalla legge» o «alto tradimento»? Mistero.

Come è un mistero l’avversione di Giorgia Meloni nei confronti del Mes, visto che è stato approvato nel 2011 dall’ultimo governo Berlusconi, di cui lei era ministra. Conte accenna a questo nella conferenza stampa, ma sbaglia l’anno: era il 2011, non il 2012. La sostanza però non cambia.

Come spesso succede in Italia, poi, si è straparlato del contraddittorio. Secondo tanti soloni della politica e dell’informazione, l’uscita di Conte sarebbe stata inopportuna perché in assenza dei diretti interessati o di qualcuno dei loro partiti. A parte il fatto che i due suddetti sono protagonisti indiscussi dei talk show nei quali attaccano il governo senza che nessuno gli faccia perlomeno una domanda, Conte ha detto delle cose di cui si assumerà le responsabilità e questo indipendentemente da chi aveva davanti quando le ha pronunciate.

Siamo in un momento drammatico dal punto di vista sanitario ed economico e il coro bipartisan delle anime candide attacca Conte per aver risposto a chi lo riteneva «fuori dalla legge» o colpevole di «alto tradimento». Be’, complimenti.

P.S.: Come potete vedere, Salvini prosegue imperterrito nella sua opera di propaganda. L’imprenditore Oscar Farinetti (che è stato vicino a Matteo Renzi) intervistato dal Fatto Quotidiano parla di «prelievo forzoso» e subito Salvini commenta: «Non solo la patrimoniale del PD: mettiamoci anche un bel PRELIEVO FORZOSO sui conti correnti…! A sinistra sono sempre geniali, anziché togliere tasse agli italiani in un momento così difficile pensano a come metterne di nuove». Peccato che l’idea – poco condivisibile, ovviamente – di un imprenditore non diventi legge se non passa dal parlamento, quindi di che cosa sta parlando? Chi lo sa.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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