Le task force degli esperti liberisti

Per fronteggiare il Coronavirus, il governo Conte si è affidato a 15 task force composta da vari cosiddetti esperti che dovrebbero dare delle linee guida su come programmare la fase 2 dell’emergenza. Si passa dalla task force per fronteggiare l’emergenza economica, a quella scolastica, arrivando persino alla task force contro le fake news. Sarebbe opportuno, a questo punto domandarsi se queste persone avessero quanto meno ricevuto la fiducia e l’approvazione del Parlamento al fine di gestire la crisi derivante dalla pandemia di Covid-19, purtroppo, la risposta a questo quesito è negativa. L’esecutivo, che a livello teorico, avrebbe il ruolo di mettere in atto le richieste del Parlamento, invece di prendere l’iniziativa, mette in mano a un gruppo di persone il destino di 60 milioni di persone.

Alcune delle personalità di questa task force potrebbero essere in conflitto d’interesse, come ad esempio Vittorio Colao, ex amministratore delegato di Vodafone. Il capolavoro il Governo l’ha fatto nominando come presidente delle task force Alessandro De Nicola, il quale presiede inoltre l’Adam Smith Society, che si prefigge il compito di promuovere il libero mercato e la libera competizione in perfetto stile liberista.
Tutto questo è possibile, senza suscitare l’indignazione feroce del popolo, anche grazie a decenni di propaganda antipolitica, in cui da vari partiti si è levato il coro «La politica non serve a niente, bisogna lasciar fare a chi è competente». Questi slogan pericolosi sono stati purtroppo lanciati da tutte le forze politiche e, come frutti velenosi, hanno cominciato a far breccia nei cuori della gente.

La realtà dei fatti, purtroppo, ci dovrebbe aver insegnato che essere usciti da università prestigiose non significa necessariamente essere persone interessante al bene del popolo (vedi Mario Monti, Elsa Fornero), ma può anche voler dire aver studiato modi e ricette per consolidare i rapporti di forza esistenti. Per questo motivo, bisogna invitare il popolo a diffidare delle persone definite competenti, o meglio, invitare i cittadini ad accertarsi dell’integrità morale di questi soggetti e della loro eventuale compromissione con gruppi del potere economico e finanziario.
Grazie a queste personalità, l’emergenza che doveva servire a prendere coscienza di come il liberalismo di matrice economica avesse fatto danni ingenti negli ultimi anni al Paese, non porterà, come alcuni di noi si auguravano, a una seria e profonda riflessione su questo modello economico primitivo (letteralmente), che continuano a mostrarci come l’unica via d’uscita.

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