Non passiamo dall’emergenza sanitaria a quella ambientale!

L’8 maggio 2020 si è svolto un webinar organizzato da Ecomondo, piattaforma che sostiene lo sviluppo di un ecosistema imprenditoriale innovativo e sostenibile tramite la promozione di eventi, conferenze e networking, sull’argomento della green economy, cioè sul piano presentato a inizio dicembre da Ursula Von der Leyen, neo Presidente delle Commissione UE.

Il Prof. Fabio Fava, che ha moderato l’incontro, ha introdotto l’argomento dicendosi compiaciuto del fatto che in questo periodo si sente molto parlare di economia circolare e rinnovabili, non solo da tecnici, scienziati, politici ma anche da consumatori, cittadini e giovani. Si è poi soffermato un momento sul fatto che, in questo periodo di lockdown, la natura ha ripreso velocemente gli spazi lasciati liberi dagli uomini e ha rimarcato l’importanza della biodiversità. Per questo la Commissione UE deve stendere un programma che sia concordato con i territori, in un dialogo continuo che non cali semplicemente le scelte dall’alto.

Ha lasciato quindi la parola a Simona Bonafè, eletta al Parlamento Europeo con il PD. L’Europarlamentare ricorda che nella scorsa legislatura è stato approvato un pacchetto importante sull’economia circolare, con quattro direttive che delineano un quadro piuttosto chiaro; menziona inoltre la cifra messa a disposizione, mille miliardi in dieci anni fino al 2030 per arrivare il più presto possibile all’obiettivo di neutralità climatica (prevista al 2050). Il piano fa riferimento, a grandi linee, ad approvvigionamenti sicuri, a processi produttivi sostenibili, ma soprattutto alla mobilità e al patrimonio edilizio datato.

Per ora sono stati approvati solo due provvedimenti più specifici, la «climate law» (obiettivo zero emissioni al 2050) e il «just transition fund», che dà più indicazioni sui fondi per gli investimenti e che però ha già fatto rilevare le prime critiche da chi si sente escluso. Altre risoluzioni di attuazione son previste in futuro.

A questo punto prende la parola Roberto Morassut, Sottogretario al Ministero dell’Ambiente. Anche lui eletto nel PD, dice che servono soluzioni immediate, soprattutto a causa dell’emergenza Covid; per questo il Governo sta provando ad anticipare i tempi proprio nei due settori descritti da Bonafè. Per quanto riguarda la mobilità privata sarà a breve attivo il bonus fino a 500 euro per comprare bici e monopattini, mentre per quella pubblica, vista la riduzione della capienza, si stanno pensando diverse opzioni. Nel settore edilizio, strategico per l’economia italiana, ci sarà un ecobonus con detrazioni che saranno alzate, dal 50% e 65% al 110%. In questo modo allo Stato mancheranno entrate, ma ci sarà un ritorno in qualità ambientale.

È poi in cantiere anche una norma sull’impiantistica del trattamento dei rifiuti e sulle ecomafie, oltre a una norma che semplificherà la burocrazia per la svolta green con progetti di larga scala (colonnine per le auto elettriche, ecc.). Morassut si dice poi fiducioso nell’impegno europeo, ma lamenta linee guida troppo generali nel Green New Deal, con indicazioni che diventano difficilmente applicabili all’atto pratico. Sarà recepito nei prossimi mesi, invece, il pacchetto UE sui rifiuti.

Interviene infine Edoardo Ronchi, ex Ministro dell’Ambiente con il Governo Prodi, e porta qualche riflessione dal mondo delle imprese. Sostiene che l’aspettativa sulle misure di stimolo per questo tipo di investimenti è molto alta, con un grande dibattito a livello sia europeo sia nazionale. Le richieste degli imprenditori sono principalmente due: per prima cosa chiedono una certa sicurezza sulla quota di denaro in gioco, per procedere con una pianificazione. La seconda, invece, riguarda la conoscenza delle condizionalità e dei criteri con cui questi finanziamenti saranno messi a disposizione. Lancia inoltre un’idea, cioè quella di prevedere, su tutto il mercato, una quota obbligatoria di merci derivanti dal riciclo.

Per citare Bonafè, «nessuno vuole uscire da una crisi sanitaria per entrare in una crisi climatica». Se ripartenza dev’essere, quindi, è il momento giusto per voltare lo sguardo verso l’ambiente che ci circonda e investire, per migliorarlo e migliorarci.

Mirco Romanato

Nato a Padova il 15 giugno 1994. Diplomato in ragioneria, attualmente iscritto alla triennale di Ingegneria dell'Energia nella mia città. Sono una persona curiosa in molti i campi, dalle nuove tecnologie, in particolare quelle che riguardano l'ambiente, alla politica, passando per lo sport.

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