Sarcasmo e la sindrome della capanna

Inizio fase 3, 3.5 perché io sono avanti. La stazione ferroviaria è semideserta,  fa venire in mente La Desolazione di Smaug, per chi l’ha visto.

Mi consegnano guanti e mascherine in un comodo sacchetto take away. Sono un po’ riluttante, forse ho la sindrome della capanna,  sai, quella dei tizi che sono stati talmente tanto a casa da non voler più uscire. O forse sono solo pigra e un filino ipocondriaca.

Cecilia Alfier

Impegnata tra libri e scacchi, in movimento tra Padova e Torino, sempre con una forte dose di sarcasmo.

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