Bere collagene antirughe? È come mangiare una bistecca

Gli integratori alimentari che contengono collagene stanno spopolando sul mercato dei prodotti estetici. Essi vengono descritti dalle pubblicità al pari di rimedi miracolosi contro le rughe, in quanto in grado di aumentare l’elasticità della cute che, con l’avanzare dell’età, diminuisce. Le uniche vaghe argomentazioni a favore di questi prodotti sono date da studi condotti dalle stesse aziende produttrici e non rispettano i criteri per un trial scientifico oggettivo. In altre parole, al momento non si ha alcuna prova della loro effettiva utilità.

Il collagene non è altro che una proteina a forma di elica con funzione prettamente strutturale. Esso è presente sostanzialmente in tutti i distretti dell’organismo e costituisce fino al 35% di tutte le proteine corporee. In particolare, è contenuto nella pelle, nei tendini, legamenti, ma anche nella parete dei vasi sanguigni, del tubo digerente o nei dischi intervertebrali. Esso è fondamentale in quanto conferisce elasticità e flessibilità nei tessuti dove si distribuisce. È anche vero che con l’età il contenuto di collagene nella cute diminuisce e questo è parzialmente responsabile del formarsi delle rughe, insieme ad altri fattori come la disidratazione.

Con tali premesse, assumere collagene sotto forma di integratore alimentare sembrerebbe la soluzione più semplice. Non è però così: il collagene, infatti, una volta deglutito, arriva a livello di stomaco e successivamente intestino, dove viene ovviamente digerito. Esso, come qualsiasi altra proteina, viene degradato nelle sue unità fondamentali (cioè gli amminoacidi) e viene assorbito dalla mucosa intestinale. Il risultato è dunque di aver assimilato degli amminoacidi: la stessa cosa si può tranquillamente ottenere consumando un piatto di legumi o di carne. Secondo le campagne pubblicitarie, il collagene verrebbe magicamente assorbito come tale per poi passare nel circolo sanguigno e distribuirsi esattamente alla pelle, senza considerare che (anche ammettendo che venga assorbito intero) potrebbe facilmente fermarsi a livello dei vasi sanguigni o di tendini e altri tessuti al pari della pelle. Al giorno d’oggi esistono prodotti contenenti collagene idrolizzato che, sempre a detta dei produttori, sarebbe maggiormente protetto dalla digestione, tuttavia anche su questo aspetto non sono state prodotte prove molto convincenti e, soprattutto, univoche.

Oltre a dubitare dell’efficacia di tali prodotti, è necessario sapere come vengono ottenuti: le aziende usano scarti di animali come mucche, maiali, polli, pesci. In particolare, vengono utilizzati tendini, cartilagini e legamenti che hanno un alto contenuto di collagene. In primo luogo, dunque, non sono certamente adatti al consumo da parte di persone vegetariane o vegane. In secondo luogo, è necessario prestare la massima attenzione per evitare contaminazioni: dal punto di vista teorico queste sono estremamente facili, per esempio possono verificarsi complicanze causate da metalli pesanti oppure dalla mucca pazza (encefalite spongiforme bovina). Il collagene deve dunque essere estratto in luoghi con standard igienici molto elevati e sarebbero necessari controlli piuttosto stretti su questo fronte.

In definitiva, ad ora, non esistono prove della reale efficacia degli integratori alimentari contenenti collagene. Le poche prove a disposizione sono estremamente aleatorie e, per essere considerate, andrebbero supportate da studi scientifici propriamente detti. Inoltre, è necessario considerare l’origine di questi prodotti, che è tutt’altro che vegan-friendly o sostenibile dal punto di vista ambientale, oltre ai rischi correlati all’origine animale del collagene.

Sofia Roero

Sono una studentessa della facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino. Scrivo principalmente di argomenti scientifici, tentando di divulgare ciò che più mi appassiona.

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