Droni a scopo ludico o professionale: le differenze

Attualmente i droni possono essere utilizzati a scopo ludico o professionale ed è necessario capirne la differenza poichè diversi sono gli accorgimenti da adottare.

L’em.1 dell’Edizione 3 del regolamento degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto prevede che dal 1 settembre tutti coloro che hanno intenzione di pilotare un drone, sia dal punto di vista ricreativo che professionale, devono ottenere l’attestato basico superando un test online dal costo di 34€ per ogni 3 tentativi compiuti. Fino al 1 settembre questo attestato era richiesto solo per i piloti che utilizzavano il drone per lavoro.

C’è una sola possibilità per poter pilotare un drone senza attestato «basico» o «critico»? Sì, utilizzare un drone con una Massa Operativa al Decollo (MOD) inferiore a 250 gr solo per operazioni ricreative, come specifica l’art.8 comma 2 del regolamento: «I piloti di APR impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e i piloti di APR di massa uguale o maggiore di 250 gr. impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di conseguire un attestato di competenza secondo i requisiti dell’art.20 e dell’art.37». 

I droni che hanno una MOD inferiore a 250 gr attualmente sono quelli di cui si può beneficiarne maggiormente poiché  il regolamento non pone molte restrizioni agli stessi. Una restrizione importante è la necessità che venga assicurato per danni verso terzi.

Sono però presenti differenze, sia per ciò che riguarda il settore ludico che quello professionale, per i droni con una MOD inferiore a 250 gr e una MOD superiore a 250 gr. Se utilizzati per scopo ricreativo, i droni con una MOD inferiore a 250 gr non hanno bisogno di essere registrati su D-Flight ad un costo di 6€, a differenza dei droni con una MOD superiore a 250 gr per i quali questa somma deve essere sostenuta. Nel settore professionale, invece, i droni con una MOD inferiori a 250 gr devono essere registrati su D-Flight con l’apposito QR-code al costo di 6€, mentre i droni con una MOD superiore a 250 gr devono essere registrati ad un costo di 96 €. Il peso e il settore incidono molto sui costi di registrazione del drone.

Se si fa un paragone, la differenza economica è notevole tra un drone con una MOD inferiore a 250 gr utilizzato a scopo ricreativo e un drone con una MOD superiore a 250 gr utilizzato a scopo professionale vicino agli edifici o persone. Nel primo caso, oltre al costo del drone, è necessaria solo l’assicurazione che è possibile trovare ad un prezzo inferiore a 40€. Nel secondo caso, invece, sono molteplici le spese minime da sostenere:

  • Attestato basico: 34€
  • Attestato critico: dai 290€ ai 700/800€
  • Assicurazione: dai 150€ in su
  • Abbonamento PRO a D-Flight: 24€
  • Registrazione drone su D-Flight: 96€
  • Dichiarazione per la missione: 94€ o 309€

Il costo minimo totale si aggira sui 700€, anche se nella maggior parte delle ipotesi si arriva anche a 1000/1200€, dal momento che il costo delle scuole di addestramento e dell’assicurazione varia.

È necessario sapere queste informazioni, soprattutto per chi vuole cominciare ad entrare in questo settore. Molte persone alle prime armi comprano un drone, salvo poi venire a conoscenza che hanno bisogno di un attestato e di registrarlo su D-Flight per poterlo pilotare. È preferibile in tutti i casi avere almeno l’attestato basico, in modo da poter comprendere le regole del volo e le restrizioni aeree che bisogna prendere in considerazione ogni volta che si vuole far volare nella troposfera il proprio drone, ma anche il punto di vista economico non è da sottovalutare.

Simone Romanato

Nato a Padova il 30 Aprile 1997, dove vive. Ha studiato presso l'Istituto Tecnico per Geometri Belzoni. Attualmente, sta frequentando l'Istituto Tecnico Superiore per il Risparmio Energetico Edilizio.

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