Perché NON scendere in piazza a manifestare contro i vari lockdown

Piccola premessa: la manifestazione pacifica di dissenso da parte dei cittadini è sempre gradita, indipendentemente da che cosa venga effettivamente contestato. Quindi, estremizzando il discorso, anche una protesta dei terrapiattisti contro il pensiero comune che vede il nostro pianeta come tendenzialmente sferico è una protesta formalmente legittima. Negare questo significherebbe affidarsi all’allettante promessa di un regime autoritario.

Però… Però… Però ci sono anche delle questioni di sensatezza e di opportunità. In queste settimane si contano tantissime manifestazioni contro le varie chiusure imposte dal governo. Mettiamo da parte la questione delle violenze e degli atti di vandalismo. Qui stiamo parlando di proteste pacifiche. La domanda che ci vogliamo porre è la seguente: queste contestazioni sono opportune?

Siamo nel bel mezzo di una pandemia mondiale che ha messo in ginocchio l’intero pianeta. E finché non verrà distribuito un vaccino, l’unica prevenzione possibile consiste nell’isolamento. Isolamento che si traduce in lockdown. Potremmo disquisire per ore sul difficile dilemma tra salute ed economia, ma la verità è che le terapie intensive si stanno riempiendo e gli ospedali iniziano ad arrancare. Potremmo discutere per ore su di chi sia la colpa di tutto questo, alla luce dei tantissimi tagli alla sanità degli scorsi decenni, ma questo non risolverebbe un problema che sta mettendo in grave difficoltà non solo l’Italia, ma anche il mondo intero.

Manifestare contro il lockdown è sciocco. Ha molto più senso protestare contro gli aiuti economici che a volte tardano ad arrivare e a volte non sono sufficienti. Ma occorre davvero, è davvero opportuno, scendere in piazza durante una pandemia? Ricordiamoci che le mascherine non sono infallibili: indossarle riduce drasticamente il rischio di contagio ma non lo azzera. Manifestare insieme a decine di persone è rischioso. E, quando si parla di Covid, non si parla di rischio singolo, ma di rischio singolo che può diventare danno collettivo, visto che gli ospedali intasati danneggiano l’intera collettività.

Nel 2020 ci sono tanti modi per protestare, non occorre scendere in piazza durante una pandemia. Informatevi e informate gli altri, raccontate la vostra esperienza, diffondetela, contattate le istituzioni. Un governo non è inattaccabile solo perché sta cercando di barcamenarsi durante un’emergenza di queste dimensioni, ma va attaccato per le cose di cui è responsabile e soprattutto va attaccato in modo responsabile, senza rischiare di danneggiare tutti.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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