Caso Regeni: l’importanza del gesto simbolico di Corrado Augias

In un mondo in cui le questioni di principio sono state troppo spesso immolate sull’altare della convenienza personale non si può che apprezzare il gesto del giornalista Corrado Augias che ha deciso di restituire la Legion d’Onore alla Francia, dopo che il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi è stato insignito dello stesso riconoscimento.

In una lettera aperta pubblicata ieri 13 dicembre su Repubblica, Augias spiega che si tratta di un «gesto nello stesso grave e puramente simbolico, potrei dire sentimentale. Sento di doverlo fare per il profondo legame culturale e affettivo che mi lega alla Francia, terra d’origine della mia famiglia. La mia opinione è che il presidente Macron non avrebbe dovuto concedere la Legion d’onore ad un capo di Stato che si è reso oggettivamente complice di efferati criminali. Lo dico per la memoria dello sventurato Giulio Regeni, ma anche per la Francia, per l’importanza che quel riconoscimento ancora rappresenta dopo più di due secoli dalla sua istituzione».

Un gesto dal significato molto forte, che arriva qualche giorno dopo che il presidente della Camera Roberto Fico annuncia ad al-Jazeera una linea dura nei confronti del governo egiziano, colpevole di non aver offerto, nei fatti, collaborazione alla procura di Roma che si sta occupando delle indagini sull’omicidio del ricercatore friulano, ucciso in Egitto all’inizio del 2016 dopo essere stato rapito e torturato. Un omicidio che vede sospettati sia i servizi di sicurezza del governo di Al-Sisi sia lo stesso esecutivo. Quest’ultimo respinge con forza le accuse, sostenendo la tesi di un complotto a opera di agenti segreti sotto copertura appartenenti ai Fratelli Musulmani che avrebbero ucciso Regeni per mettere in difficoltà il governo e incrinare i rapporti tra Italia ed Egitto.

La verità in questa storia purtroppo sembra ancora lontana. Per questo motivo è da apprezzare il gesto di Corrado Augias, che nella lettera aperta a Repubblica si chiede: «Dove e quali sono i meriti del presidente Al-Sisi? I riconoscimenti e le onorificenze degli Stati sono soggetti al mutevole andamento della storia, può accadere che un’insegna elargita in un dato momento si trasformi in un gesto imbarazzante per il comportamento successivo della persona insignita. In questo caso però le cose sono già chiare oggi. Il comportamento delle autorità egiziane, a partire dal suo presidente Abdel Fattah al-Sisi, è stato delittuoso, ha violato i canoni della giustizia, prima ancora quelli dell’umanità». Il giornalista spiega: «L’assassinio di Giulio Regeni rappresenta per noi italiani una sanguinosa ferita e un insulto, mi sarei aspettato dal presidente Macron un gesto di comprensione se non di fratellanza, anche in nome di quell’Europa che – insieme – stiamo così faticosamente cercando di costruire».

Come gli si può dare torto?

Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

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