Le incongruenze delle testimonianze sull’agenda rossa – parte 5

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Citando il verbale del 2006 il P.M. Gozzo rammenta a Cavallaro che il teste aveva dichiarato quanto segue:«Si trattava di un colonnello o di un tenente colonnello, perché le spalline portavano il contrassegno di una torre, e comunque certamente non si trattava di un capitano, perché non aveva le tre stelle che io riconosco». Perciò Cavallaro aveva riconosciuto nella persona, a cui lui e Ayala avevano affidato una borsa, un Colonnello o un tenente Colonnello, nonostante quest’ultimo non avesse mostrato un cartellino di riconoscimento delle forze dell’ordine a cui apparteneva.

Sia Cavallaro che Ayala si sono fidati di una persona con la divisa, a cui, pur non conoscendola e non essendosi questa identificata, hanno affidato una borsa che per loro era una semplice prova di un omicidio, come in tanti altri casi. 

Cavallaro dichiara: «Per noi il fatto di non conoscerlo, neanche… Non era un problema, era lo Stato quell’ufficiale. In quel disastro il carabinie… un ufficiale dei Carabinieri per noi in quel momento è l’ancora a cui aggrapparsi, per non abbandonare la borsa».

Dopodiché, conclude questo tema specifico dicendo: «In quel momento pensavamo che consegnando una borsa a un ufficiale dei Carabinieri fosse in mani sicure. (…) Poi lei può dirmi: “Ma non ti ricordi cosa è accaduto con la cassaforte di Dalla Chiesa?” o.. e porca miseria, certo, ma è… (…) Però in quel momento (…) Forse se accadesse un’altra volta, e speriamo che non accada mai più (…) forse saremmo tutti molto più circospetti».

Il tema della borsa, con la sua consegna al Carabiniere, è stato totalmente accantonato sia da Ayala che da Cavallaro, tanto che quest’ultimo dice che non ne scrisse neanche sul suo articolo il giorno successivo. 

P.M. Dott. GOZZO –« Dopo aver dato la borsa, voi non ve ne siete più occupati o avete in qualche modo verificato cosa succedeva?»

TESTE CAVALLARO F. – «Il tema della borsa è stato totalmente cancellato. (…) Non… tanto che neanche io ho scritto questo particolare nel… nei miei resoconti del giorno dopo sul «Corriere della Sera».

Quando il P.M. Gozzo chiede al giornalista se in sua presenza la borsa fosse stata aperta, il giornalista risponde negativamente. 

P.M. Dott. GOZZO – «Ricorda se in quella occasione venne consegnata la borsa, ma venne aperta la borsa o rimase chiusa?»

TESTE CAVALLARO F. – «No, no, no, la borsa rimase chiusa». 

Anche in questo caso, perciò, la testimonianza del Capitano Arcangioli dei Carabinieri non corrisponde a quanto dichiarato dal giornalista Cavallaro.

Inoltre, alla domanda precisa del P.M. se avesse riconosciuto in Arcangioli il Carabiniere a cui lui e Ayala avevano dato la borsa, il giornalista rispose: «Io non ricordo Arcàngioli o Arcangiòli (…) sul luogo dei fatti. Anzi, le debbo dire che io ho conosciuto il capitano, allora capitano Arcangioli, dopo gli eventi. (…) Per un… cioè io in quel… in quel teatro non ho visto il capitano Arcangioli o comunque non l’ho riconosciuto, anche perché me lo hanno presentato forse un mese dopo per altre circostanze… Devo dire che escludo che quella borsa sia finita nelle mani di Arcangioli in quel con… In quel… nella scena in cui le ho descritto io, perché Arcangioli poteva essere anche accanto al suo superiore, al quale è stata data la… e se era accanto, io non me ne sono accorto e non ne ho memoria. Immagino che il passaggio dal maggiore o colonnello ad Arcangioli sia avvenuto probabilmente subito dopo, data…». 

Le testimonianze di Ayala e di Cavallaro sono simili tra di loro, ma non corrispondono in alcun modo con le versioni del Capitano Arcangioli e del Colonnello Minicucci.

Continua… 

Simone Romanato

Nato a Padova il 30 Aprile 1997, dove vive. Ha studiato presso l'Istituto Tecnico per Geometri Belzoni. Attualmente, sta frequentando l'Istituto Tecnico Superiore per il Risparmio Energetico Edilizio.

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