Piccolo miracolo alle Molinette, esempio di eccellenza di un SSN da valorizzare

La scorsa settimana, nell’ospedale Molinette di Torino, è avvenuto un piccolo miracolo. Una giovane donna alla 35° settimana di gravidanza ha contemporaneamente subito un parto cesareo e un intervento neurochirurgico estremamente urgente per salvare la vista alla neomamma.

La paziente si è recata in ospedale per un disturbo alla vista, per cui non vedeva più bene: le è successivamente stato diagnosticato un adenoma ipofisario sanguinante. L’adenoma ipofisario è un tumore benigno (cioè non metastatico né invasivo) che si localizza appunto nell’ipofisi, una piccola ma fondamentale ghiandola posta nelle profondità dell’encefalo. Essa si appoggia sulle fibre provenienti dal nervo ottico e, per questo motivo, una massa a tale livello può compromettere la vista. Inoltre, nel caso specifico, la massa stava perdendo sangue, aggravando la sintomatologia.

L’équipe chirurgica, guidata dal dottor Francesco Zenga, neurochirurgo responsabile della neocostituita Struttura Chirurgia del Basicranio e Ipofisaria del Dipartimento di Neuroscienze (diretto dal dottor Vincenzo Villari) e dalla professoressa Silvia Grottoli, specialista della Endocrinologia (diretta dal professor Ezio Ghigo), ha quindi preso la difficile decisione di sottoporre la paziente a un intervento chirurgico, in quanto esso era l’unico modo possibile per preservarle il senso della vista. Tuttavia, lo stato di gravidanza della paziente ha richiesto un parto cesareo urgente.

Di conseguenza, il blocco operatorio della Neurochirurgia è stato prontamente convertito in una sala che potesse anche ospitare un intervento di parto cesareo: quest’ultimo è stato dunque effettuato per primo dal dottor Paolo Cortese (Direttore facente funzione della Ginecologia e Ostetricia 3) e dalla dottoressa Valeria Accortanzo. È nata una bambina di nome Beatrice che, pur essendo prematura e nata durante un’anestesia generale, alla visita del neonatologo è risultata completamente sana e non ha avuto complicazioni dal parto pretermine.

Immediatamente dopo la nascita della bambina, la paziente è stata preparata per l’intervento neurochirurgico: quest’ultimo è stato effettuato con una innovativa tecnica mini-invasiva. Infatti, il tumore è stato rimosso con un accesso effettuato attraverso la cavità nasale. Questo tipo di approccio è possibile grazie al fatto che l’ipofisi è localizzata in un punto della cavità cranica in stretto rapporto con la faringe, quindi passando attraverso il naso è possibile raggiungere la lesione senza dover effettuare una craniotomia, intervento molto più impattante.

Questo straordinario intervento è stato possibile grazie alla collaborazione di cinque diversi Dipartimenti e due Ospedali della Città della Scienza e della Salute di Torino (le Molinette e il Sant’Anna, che è l’ospedale ginecologico), come si legge dal comunicato stampa. Le Molinette si confermano, insomma, un polo d’eccellenza non solo regionale ma nazionale estremamente all’avanguardia. Sole tre settimane fa, per citare un ulteriore traguardo, è stato ricostruito il volto a un ventitreenne grazie a una tecnologia 3D al CTO (l’ospedale traumatologico, anch’esso parte della Città della Scienza e della Salute). Questi esempi di eccellenza dovrebbero essere massimamente valorizzati, perché un Sistema Sanitario Nazionale moderno, efficiente e al passo con i tempi è un sogno realizzabile grazie alla grande professionalità che i nostri specialisti sanno dimostrare. Ciò rende evidente quanto sia importante destinare fondi sempre più ingenti per supportare il nostro sistema sanitario.

Sofia Roero

Sono una studentessa della facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino. Scrivo principalmente di argomenti scientifici, tentando di divulgare ciò che più mi appassiona.

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