Strage di via D’Amelio: le ingerenze dei servizi segreti – parte 6

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Interrogato dal Presidente Fava se fosse a conoscenza di questa collaborazione tra i Servizi e la Procura di Caltanissetta,  il P.M. Petralia, che seguì il pentimento di Scarantino, dichiarò di aver fatto parte ad un pranzo tra i vertici della Procura e i vertici del Sisde, tra i quali anche Contrada. 

FAVA, Presidente della Commissione. «Di questo coinvolgimento del SISDE eravate a conoscenza? Ne aveste percezione? Se sì, quando?»

PETRALIA. «Io ne ebbi una chiara, proprio una plastica, materiale percezione perché vi fu un incontro a cui venni invitato a partecipare e io facevo parte dell’organico della Procura, anche se come applicato. Quindi partecipai… Era un incontro conviviale. Fu un pranzo all’hotel San Michele di Caltanissetta… un pranzo al quale partecipammo: il procuratore capo, l’aggiunto, io ed altri colleghi della distrettuale, tra applicati e titolari. C’era sicuramente Giordano… e c’erano i vertici del SISDE. Tra questi, questo signore dai capelli bianchi, che io non avevo mai visto, se non forse in fotografia e che poi seppi essere Contrada… C’era molta… non dico familiarità… Comunque mi accorgevo di essere, io e i sostituti, in un ambiente dove gli altri si conoscevano tutti quanti abbastanza bene… In quell’occasione, anche se era un’occasione conviviale, si parlò, o meglio, il procuratore capo fece riferimento a quel contributo che era stato richiesto con la nota, cui lei prima faceva riferimento…».

FAVA, Presidente della Commissione. «Ma dopo che apprendeste di questa richiesta del procuratore, di questa nota del SISDE che lei, opportunamente, ritiene abbastanza anomala… ci fu una discussione in procura? Chiedeste al procuratore come mai si fosse rivolto proprio al SISDE?»

PETRALIA. «No, perché questo accadeva come una delle tante cose che venivano fatte e, comunque, chiaramente rientrava in quel patrimonio di disponibilità di poteri che aveva il procuratore capo, che era quelli su cui magari non si andava a sindacare… Quello che veramente mi ha colpito è stato il pranzo… Una colazione di lavoro si fa sempre anche con i colleghi, con gli ufficiali di P.G…. Lì era un po’… Non è che avessi diffidenza, sinceramente non ne sapevo assolutamente niente di chi fosse Contrada, o meglio magari il cognome mi evocava qualcosa di sinistro però, se devo essere sincero, proprio nulla che avesse un senso. Io ricordo l’episodio soprattutto perché di lì a una settimana Contrada è stato arrestato». 

Attualmente Petralia è indagato assieme al P.M. Anna Maria Palma per concorso in Calunnia aggravata per ciò che riguarda il falso pentimento di Vincenzo Scarantino (Articolo de «Il Fatto Quotidiano» del 5 Dicembre 2019) dalla Procura di Messina dopo che quella di Caltanissetta ne ha trasferito gli atti. Sembra quasi un controsenso ma «La Procura di Messina ha acquisito agli atti dell’inchiesta che, sempre per il depistaggio, vede indagati gli ex pm del pool che indagò sulla strage. L’indagine su Palma e Petralia nasce un anno fa, quando la Procura di Caltanissetta, che ha istruito il processo per il depistaggio delle indagini sull’attentato, ha trasmesso una tranche dell’inchiesta ai colleghi messinesi perché accertassero se nella vicenda, ci fossero responsabilità dei magistrati. Così l’ufficio inquirente della città sullo stretto ha aperto in un primo tempo un fascicolo di atti relativi, una sorta di attività pre-investigativa. Che adesso è diventata un’inchiesta per calunnia aggravata».

Tornando alla relazione della Commissione, mentre la Procura di Caltanissetta delega al numero 3 del Sisde, ovvero Contrada, l’inizio delle indagini, la Procura di Palermo era agli atti finali di un’indagine che riguardava proprio Contrada. Nella relazione della Commissione Antimafia Siciliana si legge: «Com’è stato possibile che l’investigatore principale su Borsellino a Caltanissetta fosse considerato a Palermo, nello stesso istante, un poliziotto colluso con Cosa Nostra? E che nulla abbia contribuito a mettere in discussione la partnership investigativa che il procuratore capo Tinebra chiese al SISDE?»

Simone Romanato

Nato a Padova il 30 Aprile 1997, dove vive. Ha studiato presso l'Istituto Tecnico per Geometri Belzoni. Ha frequentando l'Istituto Tecnico Superiore per il Risparmio Energetico ITS-RED Academy Attualmente lavora come Geometra

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