Musumeci nei guai. Di Paola (M5S) nega l’alleanza con Forza Italia indicando la via della ricostruzione

Dopo la diffusione dei primi elementi, raccolti dalla Procura di Trapani, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta manipolazione dei dati Covid, la giunta di Musumeci, governatore della Regione Sicilia, scricchiola e trema.

Gli inquirenti hanno già raggiunto un membro di spicco del giglio di Musumeci, Ruggero Razza, assessore (ormai) dimissionario alla Salute, accusato di falso materiale ed ideologico, ma anche alti dirigenti e funzionari del Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe), i quali, secondo la pubblica accusa, avrebbero realizzato, nell’ambito di un disegno politico scellerato, condotte penalmente rilevanti, al fine di evitare che la Sicilia finisse in zona rossa.

Secondo indiscrezioni, opportunamente pervenute agli organi di stampa, a giovare di tale clima sarebbero in primo luogo i principali nemici di Musumeci, vale a dire: Giovanni Micciché, Presidente dell’Ars e uomo di Forza Italia, nonché alleato di Musumeci alle elezioni regionali del 2017, ma anche e, soprattutto, Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico e Giancarlo Cancelleri, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture, nel Governo Draghi, per il Movimento 5 Stelle.

Avrebbero battezzato questo centro di gravità con il nome di Modello Giuditta, la rete dei moderati per spazzare Musumeci.

Nuccio di Paola, deputato regionale all’Ars, intervistato da noi, però, smentisce e, al tempo stesso, sottolinea le gravi mancanze della giunta Musumeci:

«Non è in atto alcuna alleanza tra il M5S e altri pezzi dell’Ars, compreso Micciché.

Di fatto c’è, invece, che il M5S, nei mesi scorsi, ha presentato una mozione di censura all’Assessore Razza, volta ad ottenere le sue dimissioni, in quanto, al di là dell’inchiesta, eravamo e siamo tuttora convinti che la gestione della pandemia e della rete sanitaria siciliana sia stata del tutto sbagliata da parte di questo governo regionale.

Occorre, poi, operare un distinguo: io rivolgo un plauso a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario.

Il Governo regionale, però, ha di fatto sbagliato, come è testimoniato dalla conferenza stampa dell’Assessore Razza, realizzata quando la Regione Sicilia è stata relegata, nel mese di novembre 2020, a zona arancione.

In tale occasione, infatti, l’assessore Razza ha rivolto un’accusa molto violenta al Governo nazionale, sulla base del fatto che quest’ultimo aveva sbagliato la colorazione della regione.

Successivamente, invece, ci siamo resi conto del fatto che tanto è stato, al contrario, sbagliato dalla Regione, a cominciare dal mancato tracciamento, che noi abbiamo denunciato fin dall’inizio, dalla prima fase pandemica.

Al ritardo nell’effettuazione dei tamponi e alla lunga durata della quarantena, così come all’affanno generale delle Asp (le Aziende Sanitarie Provinciali), si è anche aggiunta una cattiva gestione della crisi economica.

Le difficoltà, infatti, sono state perfino registrate in occasione della votazione dell’ultima legge finanziaria, quando la maggior parte degli articoli è stata bocciata».

E tiene a suggerire anche le prossime mosse:

«Adesso, oltre a mandare a casa Musumeci e il centrodestra unito, bisogna costruire qualcosa di diverso e di migliore rispetto a quanto i siciliani hanno visto negli ultimi anni.

È indispensabile, infatti, superare i personalismi passati e attuali, che io condanno e metto all’angolo.

Crocetta e Musumeci sono stati eletti, in quanto percepiti come alte e grandi personalità, ora, invece, è il tempo della squadra, formato da tutti gli individui di buona volontà, che non si rivedono più in questo governo regionale di centrodestra.

Occorre far squadra con una visione precisa della Sicilia, di carattere inclusivo, capace di accogliere le diversità, per la costruzione di un futuro migliore».

Carmen Calì

Classe 2000, figlia del XXI secolo e delle sue contraddizioni. Ho conseguito la maturità presso il Liceo Classico Eschilo di Gela e frequento la facoltà di Giurisprudenza presso l'Università di Trento

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