I successi sportivi italiani: la forza è nel gruppo

Dopo la vittoria dei Måneskin all’Eurovision, sembra essersi aperta una strada, tutta in discesa, per l’Italia, in diverse competizioni. Recentemente sentiamo da sempre più voci, televisive e non, proclami come «il 2021 è l’anno dell’Italia». Ulteriori successi sono arrivati infatti all’Europeo di calcio, all’Europeo di nuoto con la nuova stella Benedetta Pilato e al mondiale under 20 di pallavolo femminile.

C’è una parola in particolare che ricorre nelle dichiarazioni dei protagonisti di queste vittorie: tutti parlano di «gruppo». Così diceva Insigne, dopo l’esordio con la Turchia: «La forza di questa squadra è il grande gruppo che ha creato Mancini». Dello stesso avviso erano Barella, Acerbi e Berardi, intervistati in fasi diverse del torneo ma tutti con lo stesso mantra, al grido di «il gruppo è la nostra forza». Lo stesso Mancini, a Europeo concluso, ha dichiarato in un’intervista che «gran parte della forza di questo gruppo non era data solo dal talento, ma anche dall’umanità, dalla leggerezza e dalla fiducia. Un gruppo meraviglioso».

Guardando i successi negli altri sport, la situazione non cambia. Quando Davide Mazzanti, nel 2017, diventò tecnico dell’Italvolley femminile, raccontò la sua idea di squadra come «un gruppo piccolo e unito». Alla fine dell’estate successiva, per la giovanissima squadra è arrivato il secondo posto mondiale, con una sconfitta solo al tie-break con le ben più esperte serbe e la consacrazione di Paola Egonu, oggi portabandiera del CIO. Lo stesso vale per l’U20 neo campione del mondo, con l’allenatore Bellano che ha dichiarato «Questo è un gruppo fantastico, che ha affrontato insieme un percorso di crescita importante».

Anche negli sport singoli, come il nuoto, la squadra è importante. Ieri, dopo la gara deludente nei 100 rana di Benedetta Pilato, la sua compagna di nazionale è corsa in sua difesa, cercando di attenuare le pressioni che possono avere conseguenze negative su una ragazza di sedici anni.

La dinamica del gruppo, quindi, favorisce le vittorie. L’evidenza è sotto gli occhi di tutti: è sufficiente, infatti, osservare i profili Instagram degli atleti succitati. La gioia con cui si condividono anche i momenti più semplici della giornata è proprio indice di gruppi coesi e integrati. Il merito principale di questo clima va agli allenatori, come Roberto Mancini, che riescono a far sentire ogni componente della squadra parte integrante del progetto. Un altro importante fattore è il crescere insieme: le squadre nazionali giovanili, soprattutto nella pallavolo, giocano in serie A2 sotto il nome di Club Italia, garantendo continuità di gioco durante l’anno e permettendo quindi agli atleti e alle atlete di arrivare già affiatati agli importanti eventi estivi.

Le chiavi dei successi sono quindi il gruppo e la costanza, ma anche il divertimento e un pizzico di incoscienza: quando i più esperti riescono a coinvolgere in modo positivo i più giovani, creando una combinazione in cui le due parti si completano a vicenda, gran parte del lavoro è già fatto. Auguriamo quindi agli atleti italiani di affrontare queste Olimpiadi come i Måneskin hanno affrontato l’Eurovision: divertendosi con leggerezza, perché i sogni di una medaglia possano avverarsi.

Mirco Romanato

Nato a Padova il 15 giugno 1994. Diplomato in ragioneria, attualmente iscritto alla triennale di Ingegneria dell'Energia nella mia città. Sono una persona curiosa in molti i campi, dalle nuove tecnologie, in particolare quelle che riguardano l'ambiente, alla politica, passando per lo sport.

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