L’annuncio del cambio di ragione sociale di Facebook in Metalanciato sul finire di ottobre dal CEO Mark Zuckerberg, ha avuto ripercussioni su tutto il mondo della tecnologia avanzata, ufficializzando una volta per tutte il superamento del sistema interattivo basato sui social network e introducendo una nuova concezione di spazio virtuale: il metaverso. Ma esso cos’è e quali prospettive apre?

Origine del termine

Il termine è un neologismo, portato alla ribalta proprio durante la presentazione del nuovo progetto di Facebook, che deriva dal mondo cyberpunk. Pur essendo un progetto in fase precoce di sviluppo, già oggi il metaverso non ha nulla di fantascientifico. Prima della mossa di Zuckerberg era considerato un argomento di nicchia, anche se già si prevedeva che avrebbe introdotto una nuova era di Internet, nonché un mutamento sociale ed economico d’impatto paragonabile a quello che hanno prodotto proprio i social network a cavallo del primo decennio del 2000.

In senso pratico, dunque, cos’è il metaverso? Difficile dirlo con certezza, al momento.

Il romanzo cyberpunk che ha coniato il termine Metaverso. Fonte

Tra nuovi videogiochi e vecchie chat room

In primo luogo è una serie di spazi interattivi virtuali, tra loro interconnessi, che gli utenti possono esplorare e dove possono interagire grazie ai loro avatar, come succedeva in alcune chat room del recente passato, una su tutte Habbo, oppure dove possono portare a termine dei compiti per ottenere ricompense e proprietà virtuali, come nei videogiochi MMORPG (Giochi di ruolo multigiocatore online, anch’essi passati un di moda dopo il 2010). Non per niente, come esposto nel precedente articolo, sono proprio i creatori di videogiochi a essersi mossi in anticipo verso questa tecnologia.

Inoltre, intendono sfruttare la tecnologia della realtà virtuale e quella della realtà aumentata, che permette di trasferire e di rendere utilizzabili gli oggetti del mondo reale all’interno di questi spazi. Ciò comporterebbe un miglioramento dell’esperienza, ma anche una maggiore sicurezza a livello di attribuzione della proprietà intellettuale, in quanto gli spazi del metaverso e gli elementi al suo interno sfruttano la tecnologia blockchain. Se, in futuro, ci si troverà a firmare un contratto per una prestazione lavorativa o a concludere un acquisto nel metaverso, sarà sempre consultabile l’identificativo di chi lo ha prodotto o importato dal mondo reale, con molte meno possibilità di contraffazione rispetto a timbri e marchi e con molto meno bisogno di garanti e intermediari.

Una stanza di Habbo, chat room prototipo di Metaverso. Fonte

Affari, pubblicità, eventi

In ultimo luogo, il metaverso sarà un sistema di mercati digitali, dove individui da tutto il mondo potranno confrontarsi, scambiarsi beni e servizi, ma anche assistere a conferenze, eventi divulgativi e culturali in prima persona, senza tuttavia doversi recare in un luogo fisico. Uno dei progetti più interessanti di questa tipologia è Sensorium Galaxy, il cui obiettivo è sviluppare uno spazio digitale a disposizione della musica e dell’arte, dove la possibilità di organizzare eventi culturali è pressoché infinita e supera tutta una serie di problematiche legate al doverlo fare in un luogo fisico (tempistiche, staff, interazione con la pubblica amministrazione, sicurezza, questione pandemica). Per dare un’idea della portata del progetto, le agenzie che rappresentano DJ di fama mondiale come David Guetta, Carl Cox e Steve Aoki hanno sposato il progetto e messo a disposizione le prestazioni dei propri assistiti.

Artwork del futuro Metaverso di Sensorium Galaxy. Fonte

Tuttavia, così come non era possibile immaginare il lavoro dell’influencer, i trend, la viralità e le campagne politiche attraverso i social nel 2004, oggi non lo è intuire appieno cos’è e quali prospettive apre il metaverso. Quelle elencate sono solamente alcune, facilmente immaginabili raggruppando le realtà digitali proprie del presente e la riedizione di quelle del passato in un unico contenitore. Allo stadio attuale, soltanto una cosa è sicura: nel corso dei prossimi anni questa parola, che assumerà via via nuove accezioni, entrerà sempre più nel lessico comune di chi utilizza quotidianamente Internet e le sue funzionalità.

Per questo motivo, i prossimi articoli di chi scrive saranno raggruppati nella rubrica Cryptoverso, che si concentrerà sugli aspetti e sui progetti più interessanti relativi a Internet 3.0. Sarebbe fantastico se il suo sviluppo fosse legato alle curiosità e ai dubbi dei lettori, dunque se ne avete, o volete suggerire un argomento da approfondire, discutiamone nei commenti!

Di Marco Ferreri

Classe 1993, volevo fare il giornalista ma non ho la lingua abbastanza svelta. Mi arrabatto tra servire pietanze, scrivere e leggere romanzi, consumare bottiglie di vino, crisi esistenziali, riflessioni filosofiche di cui non frega niente a nessuno e criptovalute. Amo il paradosso, dunque non posso essere più felice di stare al mondo.

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