Ha fatto molto discutere un post su Facebook pubblicato da Filippo Nogarin, sindaco pentastellato di Livorno, riguardante la proposta di legge che renderebbe la vaccinazione condizione necessaria per l’iscrizione negli asili pubblici toscani. Ve lo riportiamo qui sotto.

I commenti degli utenti web sono quasi a senso unico: «Se questa è la posizione del M5S, allora il M5S è un pericolo per la collettività e per i nostri figli», «idiozie»,  «questo post trasuda pericolosità sociale», «ignorante», e così via.
Come (troppo) spesso succede, è stato completamente travisato e distorto il contenuto di una riflessione molto chiara e che non riguarda assolutamente la comprovata utilità dei vaccini: quello che Nogarin contesta è il presupposto dell’imposizione che, in quanto tale, offre terreno fertile ai complottismi e alle pseudoscienze.
Ovunque, ma soprattutto in un paese come il nostro che – a torto o a ragione – nutre un’innata diffidenza verso il potere costituito, il fatto che lo Stato obblighi i cittadini a fare qualcosa, porta molta gente a porsi la seguente domanda: cui prodest? A chi giova? Ed ecco proliferare le peggiori teorie complottiste: lo Stato ha fatto un patto con le case farmaceutiche, il governo ci vuole tutti autistici, e chi più ne ha più ne metta.
Il discorso era già venuto fuori a proposito del «social-medico» Roberto Burioni, che aveva zittito un utente con la lapidaria affermazione «La scienza non è democratica». Non possiamo che essere d’accordo con Nogarin: non è questione di essere contrari o favorevoli alle vaccinazioni perché l’enorme sproporzione fra pro e contro rende la scelta ovvia, però forse è davvero ora di rendere la scienza – e soprattutto la medicina, visto che ci tocca tutti – un sapere orizzontale e non verticale. Questo non significa che l’opinione di un medico deve avere lo stesso valore di quella di uno webete qualunque, bensì che la scienza deve appartenere a tutti, il sapere scientifico non dev’essere di pochi eletti che studiano un fenomeno e poi fanno cadere dall’alto un’imposizione senza spiegarla ai cittadini.
È proprio l’assenza di una spiegazione comprensibile anche al meno acculturato dei cittadini a lasciare spazio ai complottismi, i quali – per definizione – nascono da una semplificazione aberrante e totale e per questo sono comprensibili (nella loro follia) potenzialmente da chiunque.
Divulgazione sui vaccini si sta facendo, ma non è ancora abbastanza, se gli antivaccinisti proliferano e seguitano nella loro missione di diffusione di sciocchezze. Il «pericolo sociale» non è né Nogarin né il Movimento 5 Stelle, bensì chi pensa di poter imporre al popolo qualcosa, considerandolo un bue da poter indirizzare senza spiegazioni verso la meta desiderata. Se una tale opera di divulgazione chiara e comprensibile a chiunque fosse davvero fatta (e non crediamo che sia un’impresa facile), l’imposizione non sarebbe più tale e paradossalmente il numero dei vaccinati salirebbe.
Non si può pretendere di condurre i cittadini, soprattutto – come abbiamo detto – in Italia, considerandoli oggetti senza libero arbitrio, perché troppo spesso questi partono dal presupposto che il potere li conduca sull’orlo di un burrone. Vista l’urgenza e l’importanza della questione dei vaccini, non è il caso di perdere tempo cercando di estirpare la diffidenza degli italiani, ma bisogna armarsi di conseguenza per raggiungere l’obiettivo di un’Italia più vaccinata possibile.

Di Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

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