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«La polizia deve agire liberamente, se uno si fa male, cazzi suoi». Matteo Salvini è intervenuto alla protesta del Sindacato autonomo di Polizia contro il provvedimento, in discussione in parlamento, per l’introduzione del reato di tortura. Se le forze dell’ordine «devono prendere per il collo un delinquente e questo si sbuccia il ginocchio o si rompe una gamba sono cazzi suoi – spiega Salvini a Manolo Lanaro de ilfattoquotidiano.it – ci pensava prima di fare il delinquente». A parte il solito linguaggio colorito del leader del Carroccio, queste affermazioni denotano un’ignoranza o (ci auguriamo di no) una malafede di fondo: Stefano Cucchi, Carlo Giuliani e Federico Aldrovandi non si sono né sbucciati un ginocchio né rotti una gamba. Sono morti. E il Sap con cui Salvini manifestava oggi è lo stesso sindacato che applaudiva un anno fa il reintegro degli agenti accusati di aver provocato la morte di Aldrovandi.


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I poliziotti onesti non saranno accusati di tortura: il reato è punito in tutti i paesi europei e non ci sembra che le forze dell’ordine siano impotenti davanti ai delinquenti. Il «braccio armato del potere» non deve ragionare secondo le stesse regole del «braccio armato dei cittadini». E noi non siamo persone – checché ne dica il segretario della Lega – che hanno una particolare antipatia per le divise. Siamo soltanto cittadini responsabili che amano la democrazia.

Di La Voce che Stecca

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