Sisma e neve. E lo Stato dov’è?

i inverno nevica. La terra è tonda. Non ci sono più le mezze stagioni. Se volete proseguiamo per ovvietà e luoghi comuni ma nel frattempo nel centro Italia la situazione è tragica. Nuove scosse di terremoto, a pochi mesi da quelle disastrose che hanno raso al suolo alcuni paesi dell’Appennino, unite alla neve stanno continuando a mietere vittime. Ieri si parlava di 30 dispersi e di un albergo nel Pescarese spostato di 10 metri e sommerso da una coltre bianca e ghiacciata. Uomini e animali rischiano di morire di freddo e le istituzioni che fanno? Lasciamo perdere slogan e discorsi adatti solo a dei comizi di bassa caratura e andiamo al sodo. Il terremoto del centro Italia doveva essere lo show renziano: non preoccupatevi che arrivano le casette. Il governo è caduto, l’ex premier è andato a sciare ma i terremotati sono rimasti lì. In pochi possono ritenersi fortunati ad avere un tetto sopra la testa nei cosiddetti container collettivi. Una nevicata, che d’inverno non è certo imprevedibile, sta dando il colpo di grazia a una popolazione ormai stremata.
Il commissario per la ricostruzione Vasco Errani ammette le difficoltà: «Qui si sommano le emergenze neve e terremoto, ci sono aspetti concreti e psicologici, ci troviamo di fronte a un problema grande e inedito». Anche il vertice della Protezione Civile Fabrizio Curcio, in un’intervista al Qn, ricade sull’ovvio: «È difficile reperire le aree. Non voglio fissare tempi». Meglio non illudere la popolazione colpita da sisma e neve: «Il problema richiede mesi e mesi». E intanto però la situazione rimane lì, tragica e pronta solo a peggiorare. Lo Stato non riesce a farsi sentire vicino ai terremotati, che legittimamente possono anche pensare di dover affidarsi solo a se stessi e al proprio istinto di sopravvivenza. Questo non è uno Stato civile, non ci sono istituzioni pronte ad aiutare i cittadini in difficoltà. E se Salvini riesce, con una faccia tosta al limite del sovrumano, a utilizzare questa ennesima catastrofe per la sua propaganda contro gli immigrati, il Wwf mostra come l’Appennino (notoriamente zona sismica) sia stato preda di una cementificazione selvaggia negli ultimi decenni: in 40 anni sono stati costruiti 3 milioni di edifici in più. Seconde case, fabbricati, case di famiglia, strutture turistiche, ma anche strade e parcheggi che ovviamente non garantiscono nulla se non problemi in caso di sisma. Continuiamo così, a guardare solo fino alla punta del nostro naso, tanto non siamo noi quelli al freddo senza un tetto sopra la testa. 

Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

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