Il mondo dei videogiochi sta cambiando, ormai è risaputo, ma sorge spontaneo chiedersi: a che velocità? Per prenderne misura e riuscire quindi a rispondere oggi bisogna compiere un viaggio nel passato, utilizzando come macchina del tempo una saga che vanta una storia lunga ben 15 anni ed è ancora in evoluzione. Si tratta di uno dei brand videoludici di maggior successo di sempre, The Witcher, prodotto dalla casa di sviluppo CD Project Red.

Origini e storia di The Witcher

Agli albori della saga troviamo un gioco di ruolo in stile punta e clicca, che tocca tematiche morali ed etiche talmente grevi da sottolineare immediatamente l’attaccamento e l’emotività richiesti per affrontare la vita di un antieroe come Geralt di Rivia. Questo spessore morale inedito non ha rappresentato l’unica rivoluzione introdotta dall’adattamento dei romanzi di Andrzej Sapkowski, infatti lo è anche il sistema di combattimento. Basato su diversi pattern di click, esso permette infatti di ricreare le spettacolari piroette del Witcher con un dinamismo unico tra i giochi di questo genere, solitamente piuttosto lineari e statici.

Il secondo titolo è molto più vicino al prodotto che conosciamo oggi. In The Witcher 2: Assassins of Kings, troviamo il classico stile a telecamera libera, indispensabile per apprezzare del tutto il lavoro dei grafici di questa saga, estremamente ispirato e ricco di miscugli tra paesaggi reali e fantastici.

I giocatori meno fluidi potrebbero concordare nel dire che questa maggiore libertà di movimento rende allo stesso tempo evidenti alcune carenze, come quella nella gestione dell’inventario, che CD Project Red ha successivamente migliorato, trasformandola in un elemento distintivo del proprio stile.

Wild Hunt: l’affermazione di una saga dallo stile inimitabile

Nel terzo capitolo, The Witcher 3: Wild Hunt e in tutti i suoi DLC, balza subito all’occhio come i lavoratori dello studio abbiano spinto per regalarci dei paesaggi leggendari. Basti pensare che per molti scenari sono state utilizzate foto reali, poi trasposte in computer grafica nello splendido risultato che ogni appassionato di giochi di ruolo conosce e ama. Tale livello di dettaglio, insieme alla crescita della barba del nostro eroe e al crescente peso della suo incedere, sia morale sia fisico, ci portano verso una sempre più completa immersione nell’universo interiore di Geralt lo Strigo. 

Un menù più rapido, un inventario facilmente consultabile e ordinabile e una soddisfacente componente role play ci hanno permesso di sentirci dei veri e propri cacciatori di mostri, con tanto di unguenti e veleni adatti a ogni situazione. Inoltre, la possibilità di variare lo stile di caccia dello Strigo in base agli oggetti e alle sue abilità speciali permette al giocatore di venire progressivamente in contatto con sempre più elementi di quello che è un mondo complesso, ma presentato in modo completo ed esaustivo.

Cosa aspettarsi dal prossimo capitolo?

Quali miglioramenti potremmo quindi vedere in quello che, a oggi, chiamiamo per praticità The Witcher 4? Con tutta probabilità, il titolo tratterà le vicende dell’universo di Sapkowski da una prospettiva diversa rispetto a quella della trilogia. O almeno, questo rivelarono alcuni tweet del CEO di CD Project Red nel lontano 2018. Siccome The Witcher era un progetto pensato per giungere alla sua completa maturazione in tre atti, il quarto capitolo avrà per necessità delle differenze non solo dal lato narrativo, ma anche a livello di gameplay.

Pochi giorni fa sono stati presentati, con video e articoli dedicati, i prodigi che saremmo in grado di ammirare e di vedere applicati nei video giochi di nuovissima generazione a opera del motore di gioco Unreal Engine 5.

Nuovi orizzonti tecnici si addensano e con essi nuovi sbocchi per creativi per questo titolo, la cui popolarità sta aumentando non solo attraverso la lettura e i videogiochi, ma anche grazie alla serie originale Netflix.

The Witcher: la serie

the witcher
Il logo della serie Netflix

Essa racconta le vicende delle Strigo, anche se, come spesso accade nelle produzioni del brand specializzato nello streaming, il progetto prende una strada parallela rispetto a quella a cui siamo abituati nell’opera originale. Il fatto, tuttavia, non spaventa i videogiocatori, abituati alle ramificazioni della trama che hanno portato a incastrare tra loro i tre titoli giocabili.

La serie presentata e offerta da Netflix e magistralmente interpretata da Henry Cavill non è la sola a raccontare le vicende di Geralt, Yennefer e Cirilla. Esiste infatti una versione locale della serie che ha avuto grande eco soprattutto grazie al web, al punto che le sue star inaugureranno un game show, invocato a furor di popolo sull’onda della popolarità conseguita dagli interpreti dello Strigo e della bellissima maga.

Tornando invece alla domanda sulla bocca di tutti i fan di The Witcher, la conferma di alcune indiscrezioni riporta che il prossimo capitolo sarà creato utilizzando Unreal Engine 5 e tutti gli strumenti grafici più all’avanguardia. Non state più nella pelle anche voi, vero? Allora continuate a seguirci per ulteriori informazioni, man mano che emergeranno!

La Voce che Stecca