Cirinnà: una lettera per Quagliariello

mercoledì 10 febbraio, come ormai da parecchie settimane, è stato scritto un altro capitolo dell’avvincente vicenda del ddl Cirinnà: in Senato è stata respinta la richiesta di non passaggio al voto della legge. Tre senatori di destra, Quagliariello, Calderoli e Maran, appellandosi all’articolo 96 del regolamento del Senato, hanno chiesto che gli articoli della legge non fossero presi in esame e, prendendo la palla al balzo, all’incirca 70 senatori hanno proposto di poter esercitare, molto coraggiosamente, il voto segreto, richiesta fermamente respinta dal presidente Pietro Grasso.

quagliariello

Per fortuna la vita del ddl Cirinnà non è finita mercoledì, perché, diciamocelo, come potremmo negarci il piacere di poter ancora dire un mucchio di cavolate e poter essere giustificati? Da parecchio tempo, insieme ad altri temi caldi, il ddl Cirinnà è il catalizzatore di tutti quei commenti insensati che ci vengono in mente ogni giorno ma che non sappiamo come inserire in un discorso degno di un minimo di logica.
Gli emendamenti si voteranno da martedì 16 a giovedì 18 febbraio: sono aperte le scommesse. A quanto pare saranno schierati in difesa Pd (anche se negli ultimi giorni ci sono state delle piccole crepe all’interno del partito), Sel, M5S (i cui membri, a sorpresa, voteranno secondo coscienza) e Scelta Civica contro la Lega Nord, aiutata in prima linea da Quagliariello di Idea (Identità e Azione!). Condoglianze al partito di Salvini: toccasse a me basare la mia vittoria sull’intervento di mercoledì di Quagliariello al Senato, opterei per un più onorevole
harakiri. Il senatore afferma: «Non stiamo discutendo delle unioni civili come vengono intese dal senso comune; non stiamo discutendo del riconoscimento di diritti di mutua assistenza e solidarietà ai conviventi indipendentemente dalla natura sessuale della loro convivenza. Soprattutto non stiamo discutendo di un provvedimento finalizzato a stabilire una condizione di uguaglianza tra i cittadini italiani a prescindere dalle loro scelte sessuali»; a questo punto io mi chiedo di cosa stiamo parlando. Sinceramente, se questa è la verità, posso affermare con assoluta sicurezza che più della metà degli italiani è idiota perché non ha capito nulla. Secondo il senatore i veri punti dei dibattiti sarebbero: natura, massificazione e finta modernizzazione. Per dare maggior peso alle sue parole cita niente meno che Pier Paolo Pasolini che forse, per rispetto alla sua vita e alle quagliariello-ansasue idee, sarebbe meglio non nominare in queste circostanze.
Caro Gaetano, mi illumini, di cosa stiamo parlando? «Stiamo parlando di maternità surrogata». Certo, come non capirlo. Colpa mia, mi scusi, magari non mi sono informata bene. Tuttavia nel ddl il cosiddetto «utero in affitto» non viene menzionato.
«Stiamo parlando di adozione indiscriminata da parte della comunità gay». Giusto, giusto ha ragione.
«Stiamo parlando del fatto che tutta l’Italia si è mossa, pur non essendo organizzata, per andare al Family Day». Ma senatore, non era stato creato appositamente uno sconto ferroviario?
Ora, scusi sa se mi permetto, per quanto riguarda i numeri io direi tagliamo la testa al toro: fateci dire «Sì» oppure «No» e finiamola qui. La cosa sta diventando ridicola come anche il fatto che si attribuisca ad un provvedimento cose che esso non prevede, solo per manipolare le opinioni di chi non riesce a documentarsi e a capire personalmente di cosa si sta discutendo. Comunque, diamoci pure del tu Gaetano, un consiglio per i prossimi interventi: mano destra e gamba sinistra protese verso la platea per dare senso di sicurezza e ispirarsi a Cicerone, non al motto della moglie del reverendo Lovejoy dei Simpson: «Ma nessuno pensa ai bambini?». Così sì che è un successo assicurato.

Giada Arcidiacono