Finisce il 2014, la banalità di tirare qualche somma

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Questo, con tutta probabilità, è il mio ultimo pezzo del 2014. Vorrei ringraziare questo blog per «avermi costretto» a scrivere da maggio quasi tutte le settimane , quasi per la prima volta ho dovuto diciamo misurare le frasi, tutte. Mi sono confrontata con una realtà giornalistica vera, anche se fatta principalmente da ragazzi. Spesso la voglia di chiudermi in me stessa è forte, pensare a me sola come se non esistesse niente fuori, per una forma di egoismo e pigrizia, ma La Voce che Stecca e il direttore (un gran rompiballe) me l’hanno impedito molte volte. Fosse per me starei sempre a Scacchilandia, non che le cose lì vadano benissimo, ma è un posto dove mi sento a mio agio. A tal proposito sto finendo di trascrivere «Scacchi Proibiti», il lavoro di una vita, lo vedrò diventare libro e sarà un sogno che si realizza.
Ringrazio chi ha la pazienza di leggermi sempre, o quasi, e mi scuso se a volte non sono la persona interessante che sembro. C’è un «Italiano Medio» nascosto in me che cerca di sopraffarmi continuamente. Insomma, cari fan, volevo farvi gli auguri di buon 2015. Man mano che sapevo che mi seguivate è stato più difficile scrivere qui, ma anche più gratificante.
Auguri a te che credi alle bufale su Facebook, a te che «hai il triplo dei miei anni», a te che hai votato Bitonci e vorresti cancellare questo blog dalla faccia della Terra, a te che leggi oggi l’oroscopo del 2014 per vedere se aveva ragione, auguri ad Alì che che quest’anno non mangerà a Capodanno perché è povero, esattamente come le altre notti. Auguri all’operatore Infostrada che telefona e viene trattato male dalla sottoscritta. Auguri a te che contribuisci al successo dei cinepanettoni, che andrai a vedere Cinquanta Sfumature, ma te ne vergognerai. Auguri a te che hai trent’anni, ma guardi ancora i cartoni animati. Che pensi che Dracula Untold non sia un vero su Dracula, ma Hotel Transilvania sì. Auguri Beppe, esci da questo blog e auguri Matteo, esci da questo tweet. Auguri Enrico Mentana, ho ritrovato il tuo telegiornale, ma a volte non riesco nemmeno a guardarlo.
Auguri a chi ride delle mie battute anche quando fanno piangere, auguri a chi vorrebbe uccidermi a causa delle mie battute (come vi capisco), auguri a chi ho ferito senza volere, a chi ho ferito senza farglielo sapere. Mi dispiace molto. Auguri a te che ti sei commosso leggendo Fuori dal Comune, che mi hai chiamato che era bello. Volevo dirti che mi hai fatto felice per qualche secondo e se ho sorriso una volta di più (sorrido quasi sempre ormai) è merito tuo. Volevo dirti anche che so scrivere di meglio! Auguri a tutti i conoscenti che ho dimenticato.
Auguri a te che odi gli scacchi, no a te no, bastardo.