L’avvento di realtà come quella di Meta, superamento di Facebook e avvento di una nuova fase della connessione social, unito al drastico cambio di prospettiva che il covid sta imponendo al settore turistico, è forse il ponte che porterà ambiti assai diversi tra loro, il turismo e i videogiochi, verso una collaborazione organica?


Sulla scia dei mutamenti sociali e culturali, il settore dei viaggi e del turismo, che già aveva vissuto un drastico mutamento nel decennio appena passato, si sta nuovamente trasformando. Siamo di fronte a un’era in cui la fruizione di un luogo desiderato potrà essere sperimentata a distanza. Tale possibilità è, a dire il vero, realtà già oggi: con tutta probabilità, mentre poggiamo le nostre molli e pesanti membra sul divano al termine delle consuete mangiate invernali, stiamo già formando un primo contatto con il prossimo luogo di scoperta o di vacanza grazie ai nostri devices quali PC, tablet, smartphone. Un rapido reel, ed ecco davanti ai nostri occhi la meta della prossima fuga.

E se quella bramosia per l’esperienza del viaggio e per la sua destinazione venisse inoltre potenziata da un joystick?

Scena tratta dal gioco The Last of Us creato da Naughty Dog. I protagonisti si trovano di fronte al panorama di una oramai abbandonata Salt Lake City. Fonte

Il caso Assassin’s Creed e Monteriggioni

Non abbiamo citato Covid, turismo e videogiochi a caso nello stesso articolo, ma perché, proprio in periodo di pandemia, molti osservatori del settore travel hanno iniziato a considerare la possibilità di muoversi verso una collaborazione organica con il settore videoludico, analizzando i vantaggi del medium come fonte esperienziale alternativa per l’esplorazione di un punto d’interesse naturale, di un museo o di qualunque altro luogo che custodisce storia e cultura, anche a cielo aperto, come un borgo medievale Italiano.

A questo proposito, nel maggio 2020 appariva un contributo sul sito del Touring Club Italiano, il quale analizzava la possibilità che un videogioco come il celebre Assassin’s Creed, prodotto da Ubisoft dà ai giocatori di raggiungere conoscere virtualmente luoghi lontani nello spazio e nel tempo, restando comodamente seduto nel proprio salotto di casa. Del resto, uno dei più iconici capitoli di questa saga videoludica è ambientato proprio nell’Italia medievale, e vede il protagonista agire tra Firenze, Monteriggioni e Venezia.

Proprio nel borgo toscano di Monteriggioni si notò l’effetto popolarità innescato dal gioco: Secondo un articolo di Turismo e Formazione.com infatti, quasi un turista su dieci si è mosso con l’intenzione di conoscere questo luogo proprio grazie al gioco. Successivamente a questa scoperta sono nati nelle città citate veri e propri tour tematici, ispirati alle avventure vissute durante il gioco.

verso una collaborazione organica
Monteriggioni in Assassin’s Creed 2. Fonte

Il potenziale inespresso dell’Italia

Per quanto riguarda l’Italia, non possiamo non accorgerci di come le uniche bellezze storiche del nostro Bel Paese possono essere di grandissimo aiuto per ottenere nuova presa sul mercato, in accoppiata con le tecnologie dell’ambito videoludico. Il caso che lega Monteriggioni e Assassin’s Creed infatti non è l’unico, ma ne esistono altri, come ad esempio quello tra il videogioco di avventura Uncharted 4 e la costiera amalfitana, oppure quello di corse Forza Horizon 2 e il Nord Italia, dove si trova un tracciato. Perfino il gioco che per modalità e ambientazioni risulta americano per eccellenza, Grand Theft Auto 5, ha reso omaggio all’Italia, disegnando una gara tra i Fori Imperiali di Roma. Partendo da un tale potenziale, sempre più voci del settore ritengono che l’abbinamento potrà risultare davvero efficace se condiviso attivamente dagli enti locali.

Per esempio grazie alla collaborazione tra il MANN e il collettivo internazionale TuoMuseo, è stato realizzato ad hoc per la promozione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il videogioco Father and Son. Dal 2017, anno di pubblicazione dell’avventura grafica completamente gratuita sugli stores Apple e Google, più di 4.5 milioni di persone hanno ripercorso le orme di Micheal, il protagonista del gioco che mosso dall’ultimo desiderio del padre archeologo, si ritrova a girare e a scoprire i segreti delle bellezze storiche e artistiche della città partenopea. Ma assieme a questo esempio vi sono anche le storie di Toscana Promozione Turistica, piuttosto che il Museo Nazionale Archeologico di Taranto e di altri enti, che hanno deciso di muoversi verso una collaborazione organica con l’interazione ludica, rendendola parte attiva delle loro campagne di pubblicizzazione turistica.

Di Federico Garau

Laureato in Storia del Costume, lavoro nel settore turistico da oramai un decennio. Gioco a Rugby e sono pur sempre un romanticone. Co-creator di Hero Friend.

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