Avete presente la rubrica «La settimana in pillole»? Sul Washington Post c’è il suo contrario: «Cos’era falso questa settimana», tenuta dalla giornalista Caitlin Dewey, si occupa di smentire coi dati e i fatti bufale e teorie del complotto che periodicamente attecchiscono in molti individui.

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Ebbene, sorpresa! Questo lavoro è una fatica inutile; chi crede alle bufale ci crede e basta ed è irremovibile e noi, che continuiamo a credere ai giornali tradizionali, siamo semplicemente stupidi. A nulla serve dire che non esistono super-mucche in Egitto, o che Facebook non organizza periodici attentati alla privacy. Privacy che, tra l’altro, ha cominciato il suo declino con l’invenzione del telefono. Le uniche «dichiarazioni sulla privacy» che contano sono i termini e le condizioni d’uso che ogni utente è tenuto ad accettare al momento dell’iscrizione: ma tanto le persone che le hanno lette veramente prima di cliccare «accetto» si contano sulle dita di una mano.
In questa giungla è sempre più difficile distinguere il vero dal falso. Per esempio, è vero che una ragazza anti-lega, mentre era a Bologna per manifestare contro i comizi del centrodestra, è stata palpeggiata da un pakistano e lei l’ha denunciato. Il problema sono i commenti, anch’essi sono veri: «Se l’è cercata, è una zecca comunista, è dei centri sociali, è colpa sua». Improvvisamente, l’immigrato diventa una risorsa per il paese qualora molesti gli avversari politici. Cioè, ma ci rendiamo conto? bufalaMenomale che Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Emilia, ed Emiliano Occhi, segretario provinciale di Parma, si sono pubblicamente dissociati dai rissosi commentatori, dichiarando che «di fronte a questi episodi non c’è appartenenza politica che tenga».
Ognuno alla fin fine, in questo mondo di illusioni, crede a quello che vuole, a quello che più si allinea alla sua opinione, cambiarla è difficile, o è considerato segno di debolezza intellettuale. Così la menzogna diventa verità e passa alla Storia. E Caitlin Dewey continuerà, imperturbabile, a tenere la sua rubrica.

Di Cecilia Alfier

Impegnata tra libri e scacchi, in movimento tra Padova e Torino, sempre con una forte dose di sarcasmo.

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