Due «detective selvaggi» alla ricerca del senso della vita

I detective selvaggi
Roberto Bolaño
Adelphi – 2016 – 14 euro

ac06a784c7869b61ee08aa456ba7a4f7_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyPubblicato per la prima volta in Spagna nel 1998 e vincitore di tanti premi, I detective selvaggi è un romanzo dello scrittore e saggista cileno Roberto Bolaño, scomparso prematuramente nel 2003 a soli 50 anni. Siamo a Città del Messico negli anni ‘70, quando nasce il «realismo viscerale» o realvisceralismo, un’avanguardia poetica fondata da Ulises Lima e Arturo Belano, i quali stanno cercando una misteriosa poetessa, Cesàrea Tinajero, loro fonte di ispirazione. Arturo Belano può essere considerato qualcosa di molto simile a un alter ego dell’autore: estroverso e cileno, lo ritroveremo nel romanzo breve Stella distante.
I detective selvaggi viene paragonato da Bolaño stesso a L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert, sebbene il particolarissimo stile narrativo – che lo trasforma in un romanzo ipertestuale – e le similitudini fra i realvisceralisti e i bohémien abbiano portato la critica ad accostarlo a Rayuela dello scrittore belga di origine argentina Julio Cortàzar.
Il romanzo è fondato sulla ricerca dell’ispiratrice del movimento ma Lima e Belano stanno anche cercando qualcosa che possa dare un senso alle loro vite a parte la poesia. Questa ricerca vana è il gioco della narrazione, da molti accostata alla ricerca spasmodica e inutile del senso della vita. Ma la vita è proprio questa ricerca dell’indeterminato che, qualora smettesse di essere tale, porterebbe alla morte.
Una ricerca «selvaggia» in un vero e proprio caos logico ordito dall’Autore per sparigliare le carte della realtà e confondere il lettore. «Leggendo i Detective selvaggi si ride, ci si infastidisce, ci si commuove, si ha paura, ci si annoia, si soffre, ci si sente persi, si prova ansia, si sogna, si crede che possano esistere ancora passioni estreme, ci si illude che la poesia abbia senso, si pensa che niente abbia senso, si crede che tutto sia vano, e ci si convince che vivere sia meravigliosamente insano: dove si trova qualcosa del genere nei romanzi degli ultimi trent’anni?». Così lo scrittore Giuseppe Montesano riassume il meraviglioso caos che Bolaño riesce a creare in questo romanzo. Un’opera atipica che va letta e riletta per andare oltre il mero testo, per capire il senso di tutto il libro, che forse ci può aiutare a capire anche il senso dell’esistenza.

 

 

La Voce che Stecca

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