Bloccati da Bitonci su Twitter!

Bitonci

È lunedì e quindi, come tutti i giornali, ci dedichiamo ad argomenti più leggeri rispetto al resto della settimana. Vorremmo quindi coniugare due parole che parrebbero, solo ad un lettore distratto, alquanto antitetiche: Twitter e Bitonci. Sappiamo tutti che uno dei pregi del sindaco di Padova è la rapidità: rapidità nell’emissione delle ordinanze, nelle querele a chi lo «diffama» e, si spera per lui, nel fuggire nel caso si trovasse vicino a qualcuno dei centri sociali oppure a qualche immigrato che ha perso la pazienza. Quello però che pochi sanno è che Max Bitonci è, nonostante la non giovanissima età, uno dei «politici del 2000», al pari di personaggi come Renzi e Salvini: per lui i social sono tutto, se ne serve per sbandierare le sue «conquiste», per sbeffeggiare chi ha osato raffigurarlo come Karate Kid in un graffito e, soprattutto, per controllare e mettere alla gogna chi osasse contraddirlo.
Tutta questa introduzione per comunicarvi che Massimo Bitonci, dopo aver bloccato il mio account personale su Twitter, ha deciso di impedire anche a quello de
La Voce che Stecca di accedere ai propri contenuti. Non vogliamo commentare, per non cadere nel banale, queste prese di posizione, però vorremmo ricordare a tutti che noi abbiamo detto più volte che i nostri spazi sono aperti a qualunque tipo di replica e, se il sindaco di Padova decide di non avvalersene, forse è perché abbiamo ragione noi a criticarlo a volte anche molto duramente. Non pensavamo di poter fare paura ad una persona come Max: dov’è finito tutto il suo carisma?
Ora però carissimi lettori muniti di Twitter tocca a voi: vi chiediamo di mandarci sul social network (a @lavocechestecca) i cinguettii di Max che preferite, così da non lasciarci esclusi da una così grande fonte di saggezza. Confidiamo in voi! Bitonci dirà anche di essere il sindaco di tutti, ma pare che non voglia essere il nostro.

Tito G. Borsa