Cirinnà: il non sense di Zaia e Magdi Allam

una delegazione della Regione Veneto sarà presente al Family Day, sabato al Circo Massimo. «Lo spirito della nostra partecipazione è quello di una difesa del ruolo della famiglia, che è nucleo vitale della società», ha spiegato il presidente leghista Luca Zaia. A parte il fatto che è una vergogna che un’istituzione di una repubblica partecipi ufficialmente a un appuntamento come il Family Day, il punto è (forse chi scrive è un po’ tordo e un po’ tardo) che il ddl Cirinnà – che sarà discusso oggi in Senato – non «toglie» nulla, piuttosto «aggiunge». Come si può difendere qualcosa che non si rischia di perdere? Il senso logico di questo ragionamento è completamente assente.

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Ma Zaia è in buona compagnia: «Com’è possibile che nell’Italia che ha il più basso tasso di natalità al mondo, dove i giovani italiani non ci pensano proprio a costituire la propria famiglia e meno che mai a mettere al mondo dei figli, in cui stiamo perdendo la nostra civiltà sopraffatti dal materialismo, relativismo, immigrazionismo, multiculturalismo e islamofilia, ci si scandalizza (sic!) per una manifestazione a favore della famiglia naturale indetta a Roma il 22794_magdi-allamprossimo sabato 30 gennaio?», si chiede l’ex musulmano ora fervente cattolico (battezzato da papa Benedetto XVI) Magdi Cristiano Allam, che continua «Solo chi è ignorante, in malafede o soffre della peggiore delle malattie psichiche, l’odio di se stessi, non comprende il nesso intrinseco e fisiologico che c’’è tra il sostegno alla famiglia naturale quale fulcro della ricostruzione sociale, la rigenerazione della vita e il perpetuamento della nostra civiltà laica e liberale dalle radici cristiane». In effetti in quasi tutta l’Europa occidentale, ossia dove due persone dello stesso sesso possono sposarsi, si ha il più basso tasso di natalità; ah no – ce lo ricorda Magdi stesso – questo appartiene all’Italia. Concludiamo consigliando a Zaia e Allam sia lo studio delle basi della logica aristotelica (come inizio), sia di imparare a tacere anziché parlare a sproposito.