Dario Crapanzano – Arrigoni e l’assassinio del prete bello

Arrigoni e l’assassinio del prete bello
Dario Crapanzano
Mondadori Strade Blu – 2015 – 18 euro

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Questo è il quinto romanzo con il commissario Arrigoni come protagonista. Giallo interessante: un prete bello e affascinante viene pugnalato intorno alle sei di mattina di venerdì Santo 1953 in piazzale Bacone a Milano. Subito le indagini fanno intravedere un retroscena sussurrato e tutt’altro che certo: don Luciano, la vittima, aveva un atteggiamento tutt’altro che adatto al suo ruolo. Ed è tra mille dicerie e altrettante false piste che gli uomini del commissariato Porta Venezia dovranno indagare.
Crapanzano riesce a ricreare sapientemente l’ambiente milanese dei primi anni ’50 con qualche riferimento alla cronaca dell’epoca (il caso Montesi) e ci tesse sopra le trame di un giallo accattivante e tutt’altro che scontato. Il problema è che il commissario Arrigoni ricorda fin troppo suo collega siciliano Montalbano, figlio della penna di Andrea Camilleri: entrambi amano mangiare, fare una passeggiata dopo il pranzo e tutti e due hanno un sottoposto (Mastrantonio a Milano e Augello a Vigata) animato da vittimismo e da manie di protagonismo. Il commissario Arrigoni, a differenza di Montalbano, è circondato sempre da un’aurea di superiorità nei confronti dei suoi sottoposti e non può esimersi da pronunciare la morale alla fine della storia: «Lei è un uomo dotato di ingegno – spiega al colpevole – ma lo ha messo a servizio del male». Queste parole lo hanno reso all’improvviso paternalistico e incredibilmente antipatico.

depasquale