Da ieri la Francia ha un nuovo Primo ministro: Bernard Cazeneuve, ex ministro dell’Interno. Manuel Valls, infatti, ha rassegnato le sue dimissioni dall’incarico di premier lunedì, in accordo con Hollande, per dedicarsi alla candidatura alle primarie del Partito socialista.
Cazeneuve si è guadagnato la fiducia dei francesi assumendo il ruolo di guida del paese contro la minaccia jihadista in seguito agli attentati terroristici degli ultimi due anni. L’«uomo delle situazioni difficili», come è stato soprannominato, è entrato a far parte del governo nel 2012 come ministro degli Affari esteri, dopo essere stato per ben undici anni sindaco di Cherbourg (Normandia).
valls_toulouse_2012La scelta di Valls è motivata da una situazione piuttosto incerta della sinistra in vista delle elezioni presidenziali di aprile 2017: da un lato l’assenza di un vero leader – dal momento che Hollande, vista la scarsa popolarità, ha rinunciato a ricandidarsi per un secondo mandato –, dall’altro l’incalzare della destra, che registra sempre più consensi. A rappresentarla Marine Le Pen, in testa al Front National, e François Fillon, uscito vincitore dalle primarie dei repubblicani la scorsa settimana, superando con un netto vantaggio sia Alain Juppé sia Sarkozy, già eliminato al primo turno con il suo deludente venti per cento. Ma, nonostante la vittoria su Juppé sia stata facile, le presidenziali non lo saranno altrettanto: se le posizioni di Fillon, specchio di un centrodestra apertamente di destra, vengono accolte con entusiasmo dai repubblicani, sono respinte dal resto dei francesi. A rappresentare un’alternativa alla destra e quindi una minaccia per la sinistra di Valls è anche il centro, con il nuovo partito En Marche fondato dall’ex ministro dell’Economia, il giovane Emmanuel Macron.
Le primarie del partito socialista si terranno probabilmente a gennaio: vedremo se a quel punto Valls avrà saputo diventare per la sinistra un punto di riferimento.

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