Un’informazione dominata dai boomers, perlomeno per quanto riguarda la carta stampata. Questo è il risultato di una piccola indagine di WatchDogs che ha interessato alcuni quotidiani nazionali nei giorni 4, 5, 6 e 8 febbraio 2022. Il declino della carta stampata negli ultimi anni è un dato di fatto: secondo i dati Audipress aggiornati al 2021 solo il 21,6% della popolazione italiana legge almeno un quotidiano o una replica digitale e tra questi il 19,5% sono giovani tra i 14 e i 35 anni.

Gli under30 prediligono l’informazione digitale e social. Contenuti informativi agili, con una grafica accattivante, che vanno dritti al punto senza divagazioni, spesso realizzati da giovani giornalisti e giornaliste che hanno trovato nel web la propria voce.

Per quanto riguarda la carta stampata, la situazione è invece un po’ diversa. Attraverso un’analisi delle caratteristiche anagrafiche degli autori di articoli di cronaca e commento, abbiamo cercato di capire quanto spazio abbiano effettivamente i giovani sulle testate italiane. 

Il metodo

La nostra indagine si è focalizzata sui giornalisti professionisti e pubblicisti che hanno scritto per il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa e Il Fatto Quotidiano nei giorni 4, 5, 6 e 8 febbraio 2022. La scelta dei quotidiani da analizzare è stata del tutto arbitraria, come del resto la scelta del periodo in esame. Il nostro obiettivo è fornire ai lettori un’idea generale del fenomeno, senza la pretesa di esporre dei dati esaustivi o con valore scientifico. 

I dati

Tra le testate analizzate, quella più «vecchia» è il Corriere con un’età media complessiva di 54,83 anni che aumenta sensibilmente quando si parla di editoriali: i giornalisti che scrivono articoli di opinione hanno un’età media che sfiora i 63 anni. Anche nelle altre categorie non si scende sotto i 50 anni: cronaca 53, esteri 55,9, retroscena 52,8, interviste 53,8 e sport 52,4.

Il giornale più «giovane» è la Stampa con un’età media di 50,78 anni. Anche nel quotidiano torinese i commenti sono la categoria con l’età media più alta, 58,5 anni. Tra gli altri generi, non superano i 50 retroscena (42,8), esteri (47,9), interviste (48,1) e cronaca (48,4) mentre i giornalisti che scrivono articoli di argomento sportivo hanno in media 56,3 anni. In mezzo troviamo la Repubblica e il Fatto con rispettivamente 51,19 e 51,85 anni di età media dei giornalisti. 

Le scuole di giornalismo

Ogni biennio le 11 Scuole di Giornalismo in Italia formano circa 300 giovani giornalisti professionisti. Le scuole sono la via più sicura per accedere al mondo del lavoro ma, anche dopo essersi iscritti all’albo, uno su mille ce la fa a ottenere il tanto desiderato contratto stabile. 

A fronte di una spesa per il biennio che va da 6000 a 21mila euro, quanto tempo ci mette un giovane giornalista a rientrare dell’investimento fatto su se stesso, se si trova davanti a un mondo del lavoro dominato dai boomers?

Una serie di dati tutt’altro che rassicuranti per una professione che sta invecchiando e che dovrebbe cercare di raccontare il mondo anche attraverso gli occhi dei giovani. Esiste una soluzione a tutto questo? Abbiamo deciso di chiederlo ad alcuni professionisti dell’informazione con ruolo, età e background molto diversi tra di loro. Tutto questo nel terzo capitolo dell’inchiesta di WatchDogs. 

Progetto WatchDogs – Supervisione giornalistica di Tito Borsa

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