«Io avevo dalla mia il popolo ma il popolo ha aspettato il Messia, lo ha ammazzato e poi lo ha fatto santo», così Luca Claudio ha commentato il proprio arresto avvenuto nel giugno scorso, dopo solo 3 giorni dalla rielezione a sindaco di Abano Terme (Padova), in un intervista al Mattino di Padova di qualche giorno fa. Claudio aveva appena ottenuto gli arresti domiciliari, dopo aver patteggiato in dicembre 4 anni di carcere induzione indebita a dare o a promettere utilità (concussione per induzione), corruzione, concussione e turbativa d’asta, mentre era stato disposto il sequestro di undici immobili a lui riconducibili, fra i quali anche un appartamento a Roma.
Luca Claudio già in campagna elettorale, citando Vasco Rossi, aveva tappezzato Abano Terme di manifesti con scritto «Io sono innocente», che lo avevano portato a essere riconfermato sindaco del comune nel Padovano, anche se solo per 3 giorni. Nell’intervista al Mattino non ci va molto per il sottile: «Il sistema non lo cambi. Io ci ho provato. Ero l’unico che all’opposizione aveva tutti: Lega, Forza Italia, le sinistre. In questo modo mi hanno dimostrato che da solo non si va da nessuna parte» e poi «Io sono innocente, non c’entro. Non ho fatto quello che dicono». Questa violazione delle prescrizioni imposte nel provvedimento che concedeva gli arresti domiciliari ha fatto tornare Luca Claudio in carcere, dopo neanche 100 ore di domiciliari.
Un sindaco che avevamo già descritto in occasione del suo arresto, che si descrive come una sorta di vittima di un complotto: nonostante il patteggiamento, nell’intervista spiega che «Non c’è un solo passaggio in cui si prova che io abbia preso dei soldi». Perché quindi abbia patteggiato è un mistero: perché mai un innocente dovrebbe accettare di restare in carcere 4 anni?
Irrefrenabile, contro tutto e contro tutti, come il suo sosia protagonista della serie tv «Renegade», Luca Claudio, dopo la prima notte di domiciliari a Porto Levante (Rovigo) passata a parlare e a bere vino con il fratello, aveva rilasciato quell’intervista al Mattino in cui rigettava ogni accusa a dispetto del patteggiamento. Chi lo capisce è bravo, ma anche chi l’ha votato.

Di Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

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